Appello Aemilia, i sindacati: “Riduzione pene era attesa”

Cgil, Cisl e Uil soddisfatti, ma avvisano: "La 'ndrangheta c'è ancora"

REGGIO EMILIA – Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna, di Modena e di Reggio Emilia, esprimono “grande soddisfazione” per la sentenza di appello del processo Aemilia, pronunciata ieri a Bologna. Un verdetto, sottolineano, “dove viene sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio e il giudizio di primo grado relativo all’azione messa in atto dalla associazione mafiosa che ha colpito la societa’ emiliano-romagnola, da cui e’ scaturito il piu’ grande processo italiano alla ‘ndrangheta e nel quale ci siamo costituiti come parti civili”.

La riduzione di alcune pene (circa 400 anni di reclusione in meno rispetto al primo grado, ndr) e le prescrizioni, in parte conseguenti la riunificazione dei riti ordinario e abbreviato, “erano attese dopo la pronuncia della Corte di Cassazione sull’aggravante mafiosa, e nulla modificano circa la gravita’ dei fatti di reato accertati nel processo”, rilevano i sindacati. Assume invece “notevole rilievo” la conferma dei risarcimenti dei danni subiti dalle organizzazioni sindacali (quantificati nel secondo grado di giudizio in 9.600 euro) “in ragione dell’azione messa in atto dalla associazione ‘ndranghetista che operava in terra emiliana”.

La nuova sentenza, puntualizzano i confederali, “deve ulteriormente alzare il livello di guardia e l’attivita’ di prevenzione nei confronti delle organizzazioni criminali, ancora fortemente radicate e attive nel nostro territorio”. Anche per questo, segnalano quindi, “e’ di fondamentale importanza il ‘nuovo patto per il lavoro e per il clima’ della Regione, che propone quale tema fondativo la legalita’ e i diritti dei lavoratori, identificando e consolidando alcuni strumenti e interventi, anche di innovazione legislativa, per rendere sempre piu’ forte l’attivita’ di contrasto alle mafie e alla criminalita’ organizzata da parte di tutta la societa’ emiliano-romagnola”.