Aemilia, appello bis abbreviato: assolto Giuseppe Pagliani

Respinta la richiesta di condanna a 4 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Forza Italia: "E' la fine di un incubo"

REGGIO EMILIA – Si chiude con un’assoluzione “per non aver commesso il fatto” il secondo processo d’appello nei confronti dell’ex capogruppo di Forza Italia in Comune a Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta. La sentenza e’ stata emessa dai giudici della Corte d’appello di Bologna, che hanno quindi rigettato la richiesta, fatta il 28 settembre scorso dal pm Beatrice Ronchi, di condannare Pagliani a quattro anni di carcere.

L’esponente di centrodestra, che aveva scelto di farsi processare con rito abbreviato, in primo grado era stato assolto con formula piena, ma il 12 settembre 2017 era stato condannato in appello a quattro anni. La Cassazione aveva pero’ annullato la sentenza, disponendo un nuovo processo d’appello per Pagliani e per altri cinque imputati. Un secondo appello che si e’ concluso bene per Pagliani, mentre gli altri imputati sono stati tutti condannati, in alcuni casi con qualche piccolo sconto di pena.

All’ex politico forzista si contestava, sostanzialmente, di essere stato ben consapevole del fatto che diverse persone con cui si incontrava e di cui sosteneva le ragioni non erano semplici imprenditori, ma esponenti di spicco della ‘ndrangheta. L’episodio chiave attorno a cui ruotava il processo era la cena del 21 marzo 2012 al ristorante ‘Antichi sapori’ di Pasquale Brescia, a cui Pagliani partecipo’ e che secondo l’accusa fu convocata dai clan per organizzare la controffensiva alle interdittive antimafia. I giudici, pero’, sono stati di diverso avviso e hanno deciso per l’assoluzione.

Ovviamente soddisfatto Alessandro Sivelli, uno dei legali di Pagliani, che parlando alla ‘Dire’ afferma, senza mezzi termini, che “dopo questa sentenza Pagliani e’ rinato”. Ora non resta che attendere le motivazioni, che dovrebbero essere depositate nel giro di 90 giorni, e poi bisognera’ vedere se l’accusa ricorrera’ in Cassazione contro la pronuncia della Corte d’appello

Forza Italia: “E’ la fine di un incubo”
Forza Italia “saluta con gioia infinita l’assoluzione dell’amico Giuseppe Pagliani, uscito da un incubo durato tanti, troppi anni”. Finalmente, commenta il senatore Enrico Aimi, coordinatore del partito in Emilia-Romagna, “giustizia e’ stata fatta, anche se nessuno potra’ restituirgli il prezzo enorme pagato in termini di serenita’”. Quella di Pagliani, prosciolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa al termine del secondo appello a suo carico nell’ambito del processo Aemilia, e’ secondo Aimi “l’ennesima assoluzione di un esponente di Forza Italia, il movimento politico che piu’ di ogni altro ha subito, in questi ultimi 25 anni, la piu’ feroce persecuzione giudiziaria della storia della Repubblica”.

Una vicenda, quella dell’ex capogruppo forzista in Comune a Reggio Emilia, che per il senatore e’ “analoga a quella di Giovanni Paolo Bernini, esponente azzurro, anch’egli finito ingiustamente nel ‘mattatoio’ giudiziario e finalmente assolto”. Su questa e su tante altre vicende, chiosa Aimi, “si dovra’ finalmente fare chiarezza”. Per il momento, il coordinatore emiliano-romagnolo di Fi manda a Pagliani “‘abbraccio vero e affettuoso di tutta la nostra comunita’ politica. L’unica cosa bella e’ che cio’ avvenga alla vigilia di Natale: anche questo e’ un bellissimo segno del cielo” (Fonte Dire).