Via Paradisi, spunta un’alternativa agli espropri

Il Comune ha proposto al Comitato nuovi appartamenti in un edificio che sarà costruito lì vicino

REGGIO EMILIA – Segnali di disgelo tra il Comune di Reggio Emilia e i residenti del comitato di via Paradisi in zona stazione, interessati dal progetto “902 abitare solidale”. Un piano da quasi 17 milioni (di cui cinque e mezzo da contributo della Regione) che prevede l’acquisto da parte dell’amministrazione comunale delle abitazioni private nei palazzi ai civici 6, 8 e 10 di via Paradisi: una settantina di appartamenti che saranno sottoposti ad un intervento di restauro.

Nasceranno cosi’ 58 nuove unita’ abitative di edilizia residenziale pubblica, destinate a quello che e’ stato definito un “mix-sociale abitativo”. Da qui erano nate le proteste dei cittadini a cui, lo scorso maggio, era stato prospettato l’esproprio delle loro abitazioni. Ora invece, dopo due incontri (il 19 ottobre e il 2 novembre), il Comune si e’ detto disponibile a valutare un progetto alternativo.

La proposta e’ in dettaglio quella di realizzare, attraverso la riorganizzazione dell’area sportiva gia’ urbanizzata, un edificio per Ers (Edilizia residenziale sociale) con alloggi in vendita convenzionata in diritto di superficie, con accesso prioritario per i mono-proprietari residenti dei numeri 6, 8 e 10. La realizzazione dell’edificio sarebbe il primo intervento da attuare nell’ambito del piano di riqualificazione. Il comitato l’ha giudicata “interessante” e un passo avanti nel confronto con il Comune, in quanto permetterebbe agli attuali residenti di effettuare un solo trasloco per entrare da subito in una condizione di proprieta’ dell’appartamento, a pochi metri dall’attuale edificio di residenza.

Spiega l’assessore alla Casa, Lanfranco De Franco: “All’interno del progetto di riorganizzazione dell’area sportiva realizzeremo una nuova costruzione su terreno pubblico con vendita convenzionata. Agli inquilini di via Paradisi sarà liquidato l’appartamento in cui vivono e acquisteranno una casa nel nuovo edificio. Vendita convenzionata con diritto di superficie significa che, se fra vent’anni vorranno rivenderlo, dovranno prima riscattare l’area su cui è stato edificato. Se l’area, al momento, resta al Comune cala anche il prezzo di acquisto dell’appartamento che potrebbe essere simile al prezzo di acquisto del Comune del loro vecchio immobile. Aggiungo che, con questa soluzione, non dovranno andare in affitto perché costruiremo prima l’altra palazzina dove potranno andare quando dovremo fare i lavori di riqualificazione in via Paradisi”.

Bocciata invece un’altra ipotesi avanzata dagli uffici di piazza Prampolini che prevedeva di riservare, una volta finiti i lavori, una quota di appartamenti dei civici 6, 8 e 10 ad un bando Ers, che prevederebbe la locazione convenzionata con possibilita’ di riscatto a 20 anni, sempre con accesso prioritario ai mono-proprietari residenti alla data della pubblicazione del progetto. I cittadini si sono opposti in quanto comporterebbe comunque un doppio trasloco per i residenti, con necessita’ di trovare una soluzione-ponte per il periodo del cantiere, per poi tornare in condizioni di proprieta’ differita nel tempo, in appartamenti diversi da quelli oggi.

Il comitato ha inoltre ribadito piu’ volte le difficolta’ di carattere affettivo e personale, in particolare dei residenti piu’ anziani, nell’immaginare un cambiamento di vita cosi’ rilevante come quello proposto. Comune e Acer, nel riconoscere questo aspetto, hanno ribadito “la massima disponibilita’ nel costruire percorsi di accompagnamento all’abitare per permettere a tutti i residenti di trovare una soluzione adeguata alle ulteriori esigenze che emergeranno nel percorso”.