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Strage di Bologna, è iniziato il processo: Bellini è in aula

Il presidente dell'associazione dei parenti delle vittime: "Un momento storico". Ammesse le parti civili: l'udienza slitta a gennaio

REGGIO EMILIA – “Quello di oggi e’ l’inizio di un processo storico, perche’ molto probabilmente portera’ alla verita’ completa sulla strage di Bologna. È un fatto importante non solo per i familiari delle vittime, ma per tutti i cittadini italiani”. Lo dice il presidente dell’associazione dei parenti delle vittime del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, a margine dell’avvio dell’udienza preliminare oggi in Tribunale a Bologna con gli imputati il reggiano Paolo Bellini (che e’ presente in aula), Domenico Catracchia, Quintino Spella e Piergiorgio Segatel, per i quali la Procura generale ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito della prima tranche dell’inchiesta sui mandanti e i finanziatori della strage, che causo’ 85 morti e oltre 200 feriti.

Interviene anche la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein: “Siamo qui come parte civile come Regione Emilia-Romagna, e’ un’emozione essere accanto all’associazione dei familiari delle vittime, alla cui tenacia dobbiamo il fatto di essere qui oggi, sperando sia un passo molto significativo verso la verita’, che aspettiamo da 40 anni”. Sulla stessa linea la consigliera comunale di Bologna Federica Mazzoni, che indossa la fascia tricolore e dice: “È un momento storico, perche’ oggi si apre il processo in cui finalmente avremo luce sui mandanti e soprattutto sulle relazioni e il contesto, che hanno voluto, organizzato e finanziato la strage alla nostra stazione ben 40 anni fa. Bologna e il Comune di Bologna non praticano solo in maniera astratta i principi antifascisti, costituzionali e democratici. È questo il senso della nostra costituzione di parte civile, della nostra vicinanza all’associazione dei familiari e agli avvocati di parte civile, della piena fiducia nella magistratura”.

Bellini, estremista di destra noto come la ‘Primula nera’ di Avanguardia nazionale, e’ accusato di concorso nell’attentato, mentre a Spella e Segatel, ex generale del Sisde ed ex Carabiniere, viene contestato il reato di depistaggio, e a Catracchia, responsabile delle societa’, legate ai Servizi, che affittavano gli appartamenti di via Gradoli, dove nel 1981 si rifugiarono alcuni appartenenti ai Nar, quello di false informazioni al pubblico ministero. La fissazione dell’udienza preliminare “rappresenta una tappa importante per fare definitiva luce sul livello politico che ideo’ la strage”, avevano detto a inizio ottobre i legali di parte civile Andrea Speranzoni e Roberto Nasci, che rappresentano oltre 120 familiari delle vittime.

Le parti civili sono state tutte ammesse. Terminata la camera di consiglio del gup Alberto Gamberini poco dopo le 15.30, dopo l’avvio dell’udienza questa mattina, sono stati ammessi infatti la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Bologna e l’avvocatura generale dello Stato, oltre ai profili a cura degli avvocati dell’associazione dei familiari delle vittime della strage. Non si sono costituite, invece, le Ferrovie dello Stato. In questo quadro, slitta il calendario delle prossime udienze, inizialmente fissate a venerdi’ 4 dicembre e a venerdi’ 11 dicembre: ci si ritrovera’ in aula, infatti, solo nei tre lunedi’ di gennaio dopo le feste, quindi l’11, il 18 e il 25 gennaio.

Sara’ l’occasione di poter discutere le eccezioni delle difese, a parte quella di Bellini, non ancora formalizzate (gli imputati per depistaggio, in particolare, riterrebbero che il processo un domani dovrebbe celebrarsi nelle sedi dove si sono consumati i fatti a loro contestati, quindi non Bologna). In ogni caso ne’ Bellini ne’ Segatel, che a quanto si apprende dall’udienza a porte chiuse era a sua volta presente, sono intervenuti oggi in aula.

Commenta intanto interpellato a margine Alberto Candi, avvocato alla Procura Generale di Bologna, appena terminata l’udienza di oggi: “Abbiamo cominciato, e’ ancora tutto da discutere e da vedere. Per noi, comunque, e’ molto importante che le parti civili siano state ammesse, perche’ ci hanno dato un grande conforto e una grande mano, nel senso che sono state molto presenti. Ringraziamo le parti civili, quindi, cosi’ come ringraziamo anche le difese, che- osserva Candi- sono state molto corrette”. S

ullo slittamento delle prossime date, aggiunge Candi, che ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio di tutti gli imputati a maggio insieme ai colleghi in Procura generale: “Abbiamo depositato dell’attivita’ integrativa e, come e’ giusto, i difensori vogliono vedere di che cosa si tratta. È un passaggio assolutamente normale. Le memorie le abbiamo gia’ depositate, in questo caso si tratta di documenti e di attivita’ integrativa che abbiamo prodotto, in particolare testimonianze e acquisizioni. Giustamente, le difese vogliono vederle” (Fonte Dire).