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Minori, il sindaco: “Qui non abbiamo baby gang”

Vecchi in Commissione legalità: "Sono gruppi di ragazzi ben noti, servono educatori di strada"

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REGGIO EMILIA – “Non abbiamo baby gang che controllano pezzi del territorio. Perche’, attenzione alle parole, questo vorrebbe dire che in alcune zone e’ impedita ogni attivita’ civica e sociale e anche le forze dell’ordine non potrebbero entrare”. Invece “abbiamo una serie di gruppetti di ragazzi tra l’adolescenza e la maturita’ tra i 13 e i 20 anni, alcune decine non centinaia, che si riuniscono in centro storico in determinate aree”.

Lo ha sottolineato il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, durante la seduta della commissione “Legalita’” convocata ieri, a seguito di alcuni recenti episodi di cronaca che hanno coinvolto giovanissimi, tra cui l’accoltellamento di un ventenne da parte di un ragazzo di 13 anni, avvenuto il 14 novembre in viale Allegri. “La situazione – evidenzia ancora Vecchi – e’ conosciuta a livello molto di dettaglio dalle forze dell’ordine e questo ci aiuta nel tema delle azioni da intraprendere”.

Qui si riconferma l’approccio non solo repressivo che il Comune persegue da tempo: “Non possiamo mettere 10 poliziotti ad ogni angolo della citta’. Le energie sono quelle e se li mettiamo da una parte li togliamo dall’altra”. Quindi, continua Vecchi, “abbiamo posto il tema del rapporto con le famiglie e la scuola perche’ abbiamo avvertito nel problema anche un aspetto di poverta’ educativa e di abbandono scolastico”.

Insomma, “dobbiamo tornare in strada con gli educatori, per ricostruire delle relazioni, rigenerare delle opportunita’ e capire anche infine se questo terribile 2020 ha anche provocato ferite non piu’ rimarginabili ad una generazione che oggi non va piu’ a scuola”. Quanto alla proposta di un tavolo per la sicurezza aperto alla minoranza, lanciata dalla deputata leghista Benedetta Fiorini, Vecchi la respinge: “C’e’ gia’ quello coordinato dal prefetto”.

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