Lavoro, addetti multiservizi reggiani “senza salario dignitoso”

Venerdì in sciopero: in piazza anche gli operatori sociali

REGGIO EMILIA – Lavorano nei call center o nel campo delle pulizie di enti pubblici e comunali, delle case di riposo e degli ospedali, dove in tempo di emergenza sanitaria sono stati definiti “eroi”. Ma denunciano di essere “invisibili” perche’ il loro contratto nazionale e’ scaduto ormai da sette anni e mezzo. Sono gli addetti del comparto “multiservizi” che venerdi’ prossimo, nell’ambito dello sciopero nazionale della categoria, incroceranno le braccia per tutto il turno di lavoro anche a Reggio Emilia.

“Sono persone lasciate per troppo tempo senza dignita’ di salario e sotto pressione, continuamente soggetti a cambi di appalto e cambi di divisa, dove come condizione necessaria si pretende per le stesse ore contrattuali piu’ metri quadri da pulire”, sottolineano Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs Uil. “Da troppo tempo – aggiungono i sindacati – i committenti utilizzano il mercato per dettare le regole del contratto. Da troppo tempo le lavoratrici ed i lavoratori sono merce nel mercato mentre le associazioni datoriali continuano a fatturare non riconoscendo nulla alla propria forza lavoro”.

Cosi’ “non e’ possibile andare avanti in modo sereno e unito come anche la difficile situazione del Paese richiederebbe” concludono le parti sociali. In piazza a Reggio ci saranno inoltre anche gli operatori sociali. Il sindacato generale di base Sgb ha organizzato un presidio di protesta davanti alla prefettura di Reggio dalle 10, contro le “esternalizzazioni, gli appalti al massimo ribasso, i contratti ciclici, la riduzione di orario, discontinuita’ di salario, l’impossibilita’ di accedere a forme di integrazione del reddito e gli ammortizzatori sociali che coprono non piu’ del 50% della retribuzione” che attanagliano il comparto.

Tutti aspetti “problematici e strutturali che questa crisi, non solo sanitaria, sta portando alla luce in maniera preponderante”. In piazza Prampolini (dalle 11) saranno presenti invece i lavoratori in sciopero che si prendono cura delle persone diversamente abili nelle scuole, nei centri diurni e residenziali, nei servizi di assistenza domiciliare, nel settore dell’accoglienza e delle poverta’. Una giornata indetta dalla Rete intersindacale nazionale degli operatori sociali (Ios), a cui aderisce l’Adl Cobas di Reggio. “Chi lavora in un servizio pubblico ma e’ dipendente delle cooperative sociali- viene evidenziato- vive una condizione di discriminazione causata da appalti ingiusti, misere paghe e diritti contrattuali minimi”.