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Gara acqua pubblica, Iren ritira il ricorso al Tar

Nel mirino il bando Atersir: ma nuovi documenti chiariscono tutto

REGGIO EMILIA – Iren rinuncia al ricorso presentato lo scorso febbraio relativo all’iter di ripubblicizzazione dell’acqua in provincia di Reggio Emilia. Ne ha preso atto il Tar di Parma, che il 14 ottobre scorso ha dichiarato il ricorso “improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse” e ha condannato l’azienda a pagare alla controparte le spese di giudizio di mille euro. La multiutility, in particolare, aveva chiesto l’annullamento del bando di gara di Atersir che decretera’ il socio privato della societa’ a cui sara’ affidata la gestione del servizio idrico in provincia di Reggio nei prossimi 20 anni, appalto che vale circa 1,5 miliardi.

Tutto e’ iniziato nel 2011 quando, per dare attuazione al referendum sull’acqua pubblica, gli enti locali reggiani hanno deciso di affidare la concessione ad una societa’ a maggioranza pubblica denominata Arca. Il 60% delle quote di Arca sara’ in capo ad Agac Infrastrutture, la societa’ dei Comuni reggiani proprietaria delle reti idriche e acquedottistiche. Socio di minoranza sara’ invece un’azienda del settore, a cui spettera’ la gestione operativa.

Il bando di cui Iren chiedeva l’annullamento e’ appunto quello per selezionare il partner privato operativo. Tra i profili contestati nella gara comparivano tra gli altri quelli di “difetto di istruttoria e di motivazione”, “irragionevolezza”, “violazione del principio di economicita’, efficienza e buona amministrazione”, “violazione del principio di equilibrio economico finanziario nella gestione del servizio idrico integrato” e “violazione del principio della copertura dei costi tramite tariffa”.

Tuttavia il 17 settembre scorso Iren ha segnalato “che in data 20 luglio 2020 sono stati resi pubblici ai concorrenti (tra cui la ricorrente) la lettera di invito e gli atti ad essa allegati tra cui le convenzioni regolanti i rapporti fra la societa’ mista Arca, il socio pubblico Agac, il socio privato e la Sot (societa’ operativa territoriale” e che da tali documenti “e’ emerso un quadro regolativo dei rapporti posti a base della partecipazione alla gara, che consente di superare le criticita’ che erano state originariamente rilevate in relazione agli atti di prequalifica”.

Pertanto “alla luce di tali nuovi provvedimenti i profili deduttivi che erano stati censurati con il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono superati”. Da qui la richiesta della multiutility “che l’eccellentissimo Tar voglia dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione, e la conseguente improcedibilita’ dei gravami interposti con il ricorso ed i motivi aggiunti”. Altra richiesta dell’azienda e’ stata quella della compensazione delle spese, che sono invece state poste per intero a suo carico.