Covid, ospedale da campo: individuate due aree

Una in città nel parcheggio dell'ospedale Santa Maria Nuova, affacciata su viale Umberto e l'altra a Montecchio

REGGIO EMILIA – Resta un’ipotesi sullo sfondo e non ancora un rimedio necessario, ma a Reggio Emilia proseguono i contatti tra l’Ausl e l’Esercito sull’eventuale allestimento di un ospedale da campo. Che si renderebbe necessario se i ricoveri per covid (oggi a quota 367) dovessero superare i 460 posti letto disponibili negli ospedali reggiani. Tutto e’ partito una decina di giorni fa quando la Protezione civile ha sondato le aziende sanitarie di tutte le province e Reggio ha deciso di non precludersi la possibilita’.

L’Ausl ha gia’ comunicato all’Accademia militare di Modena, che fa da collettore tra la Regione e l’Esercito, due possibili aree su cui collocare l’ospedale. La prima – ritenuta preferibile – e’ su una parte del parcheggio dell’ospedale Santa Maria Nuova, affacciata su viale Umberto. Qui sono in corso verifiche tecniche per capire se i cordoli dell’area di sosta possano creare ostacoli all’installazione della struttura. Una seconda alternativa e’ invece quella di un’area verde posta tra l’ospedale e la casa della salute di Montecchio. Poiche’ questo nosocomio e’ classificato no covid, in questo caso sarebbero inviati nell’ospedale da campo pazienti di gravita’ medio-bassa.

“Quando ci hanno chiesto se eravamo interessati – spiega il direttore dell’Ausl Cristina Marchesi – i nostri ricoveri aumentavano anche di 20 al giorno e quindi, se il trend si fosse mantenuto tale, abbiamo deciso di mettere un’opzione anche su un ospedale da campo, perche’ non riusciremo a trasformare altri posti letto oltre i 460 attuali, in quanto ne sottrarremmo troppi ai pazienti non covid”. Ma, aggiunge Marchesi, “non e’ che lo montino domani mattina anzi, se continua cosi’, no”. Anche perche’ la costruzione dell’ospedale militare avrebbe di fatto “un impatto emotivo molto forte”.