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Covid, Crisanti: “La curva non cala abbastanza, implementare le restrizioni”

Il direttore di microbiologia e virologia all’Università di Padova: "Per avere un effetto almeno il 70% della popolazione si dovrebbe vaccinare"

ROMA – “La curva si è appiattita, questo è sicuro. Bisogna vedere quanto rimane a questi livelli, che obiettivamente non sono accettabili per il numero delle persone che si ammalano tutto il giorno, l’RT deve scendere sotto l’1 per abbassare i casi. Non credo che con queste misure l’RT si porti allo 0.3/0.4 come dopo la fine del lockdown, queste misure ci servono per arrivare a fine Natale”. Così a Rai Radio1, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’, Andrea Crisanti, direttore di microbiologia e virologia all’Università di Padova.

“La battaglia per il futuro di tutti noi – aggiunge – è la creazione di un sistema di sorveglianza per accertare la trasmissione sul territorio: se si fa questo noi potremo andare senza mascherine anche tra quattro mesi”. Se lo stiamo facendo? “No, questo è il punto. Sicuramente con la stagione calma la trasmissione diminuirà. Con le misure di adesso, secondo me, la trasmissione non diminuisce moltissimo, attraverseremo il Natale più o meno con questi casi e poi avremo altri tre mesi invernali. E bisognerà prendere una decisione: implementare le misure più restrittive se si vogliono diminuire i casi. Se mi avessero dato retta ad agosto oggi non saremmo in questa situazione”.

Crisanti avrebbe implementato un sistema che in altri posti, “come il Giappone o la Nuova Zelanda, si è dimostrato efficace”. Quanto ai molti che oggi dicono di non volersi vaccinare, secondo Crisanti “è il risultato delle tante stupidaggini sentite questa estate e poi rivelatesi false una cosa che crea disorientamento nelle persone. Almeno il 70% della popolazione si dovrebbe vaccinare per avere un effetto“.