Coronavirus, l’Ausl: “Calano i ricoveri, cauto ottimismo”

Negli ospedali sono ancora liberi 100 posti letto e 5 terapie intensive

REGGIO EMILIA – I nuovi dati sull’andamento del covid in provincia di Reggio Emilia inducono l’Azienda sanitaria ad un “cauto ottimismo”. I numeri dal 22 novembre scorso vedono infatti scendere le percentuali sia dei positivi sul totale degli accessi ai Pronto soccorso (oggi al 14,5% contro il 20% di sette giorni fa), sia dei ricoveri a causa del virus, in rapporto a quelli complessivi. In questo caso toccano oggi quota 32%, contro il 45% della scorsa settimana.

“Si tratta di un ottimismo davvero molto cauto – sottolinea pero’ il direttore generale Cristina Marchesi – perche’ anche una debole flessione come quella che stiamo vedendo deve essere consolidata. E occorrera’ molto tempo se consideriamo che in primavera, pur con misure restrittive molto piu’ incisive, c’e’ voluto oltre un mese per vedere dei risultati”. L’unica vera flessione, aggiunge Marchesi, “e’ quella relativa alle richieste di tampone fatte dai medici di medicina generale per i loro pazienti sintomatici (passate da 600 a circa la meta’, ndr)”.

Qui, “grazie all’uso dei tamponi antigenici ‘rapidi’, siamo riusciti a smaltire i ritardi che avevamo accumulato e oggi riusciamo a fornire un appuntamento per il tampone ai medici che lo chiedono in 24 ore”. Sul fronte delle terapie intensive, a differenza della prima fase della pandemia quando i letti complessivamente allestiti erano stati 50 perche’ tutte le altre prestazioni sanitarie erano state sospese, si registrano oggi 38 posti (28 a Reggio Emilia e 10 a Guastalla). Ne restano liberi in tutto cinque (tre nel capoluogo e due a Guastalla). Per quanto riguarda i posti letto dedicati ai ricoveri di pazienti covid positivi, vengono confermati i numeri forniti ieri dal sindaco Luca Vecchi: 460 quelli disponibili di cui 367 occupati, con una percentuale tra il 78 e l’80%.

Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero, parla di una situazione segnata da “luci e ombre” perche’ “al momento, se li valutiamo nella loro totalita’, resta un numero adeguato al fabbisogno”. Una visione meno ottimisitica di quella del primo cittadino, secondo cui si e’ ad un passo dalla saturazione dei posti e dall’allestimento di un ospedale da campo. Tra gli elementi critici Mazzi sottolinea anche il fatto che “si mantiene ancora troppo elevato il tasso di permanenza in terapia intensiva, con una degenza media di tre settimane, e dunque un tasso di turn over dei pazienti rallentato”. Inoltre, dice il professionista dell’Ausl, “il bilanciamento con le terapie non covid si fa sempre piu’ complesso”.