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Coronavirus, il picco dei ricoveri è la metà di quello di marzo

Il 2 novembre è stato il giorno nero con 35 ricoveri, ma in marzo si era arrivati a una punta di 64

REGGIO EMILIA – Il livello di diffusione del covid in provincia di Reggio Emilia “ha raggiunto la meta’ del picco di marzo” per quel che riguarda i ricoveri. A dirlo e’ il direttore del presidio dell’ospedale Santa Maria Nuova Giorgio Mazzi, fornendo questa mattina i numeri aggiornati sulla pandemia, che dal suo inizio ha portato a 3.422 ricoveri in provincia.

In dettaglio lo scorso marzo il picco piu’ alto e’ stato il giorno 23, con 64 ricoveri. In relazione alla seconda ondata del virus, invece, il giorno con piu’ ricoveri e’ stato il 2 novembre, con 35 persone (circa il 50% del 23 marzo, ndr). Altro dato segnalato da Mazzi e’ il rapporto tra posti letto disponibili e ricoverati che registra in numeri assoluti lo stesso saldo differenziale nei due periodi. Nello specifico, dal 26 marzo i posti letto sono aumentati da 175 a 326 (piu’ 151) e i ricoverati da 90 a 240 (150 in piu’).

Infine, per quanto riguarda le terapie intensive, quelle dedicate ai malati di covid contano 18 postazioni, di cui 16 occupate. “Ma non siamo alla saturazione”, ribadiscono dall’Azienda sanitaria, poiche’ ci sono altri posti letto che possono essere riconvertiti. Mazzi ne elenca alcuni che saranno attivati nei prossimi giorni: 18 posti all’ospedale (10 in malattie infettive e 8 in medicina terza) piu’ il reparto covid dell’ospedale di Guastalla, gia’ operativo da tempo. “Cerchiamo comunque di bilanciare il numero dei posti di terapia intensiva per i malati di covid, con i posti per i pazienti affetti da altre patologie”, sottolinea infine il direttore del presidio ospedaliero (fonte Dire).