Bande giovanili violente, “fenomeno in crescita” a Reggio e Bologna

Lo segnala la commissione bicamerale per l'Infanzia e l'Adolescenza: "Spicca la presenza di quelle formate da giovanissimi ragazzi di etnia cinese"

REGGIO EMILIA – In Emilia-Romagna sono Bologna e Reggio Emilia le citta’ interessate dal “fenomeno in pericolosa crescita” di bande giovanili particolarmente aggressive. E spicca in particolare (come a Brescia, Torino, Padova, Venezia, Prato e Milano) la presenza di quelle formate da giovanissimi ragazzi di etnia cinese.

Lo segnala la commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza nel documento conclusivo di un’indagine conoscitiva sulle diverse forme di violenza tra i minori e ai danni di bambini e adolescenti. Un documento che, si spiega in premessa, non ha affrontato gli abusi sui minori in affido, di cui e’ stata rinviata la trattazione ad un altro momento.

A relazionare sulle bande giovanili, “una questione che sicuramente desta allarme sociale non solo per la giovane eta’ dei componenti, ma anche per la particolare aggressivita’ attraverso la quale vengono compiuti i delitti, originati spesso da motivi futili”, e’ stato nello specifico il prefetto Vittorio Rizzi, vicedirettore generale della pubblica sicurezza e direttore centrale della Polizia criminale. Che ha spiegato come per baby gang “si intendono gruppi di adolescenti, poco piu’ che bambini, che riproducono dinamiche tipiche della microcriminalita’ organizzata”.

Un fenomeno “molto ampio e complesso che non si identifica con quello della criminalita’ minorile” e che va tenuto distinto dal bullismo “del quale potrebbe rappresentare un’evoluzione”. Rizzi prosegue spiegando che “i contesti familiari di provenienza degli appartenenti alle bande non sempre coincidono con ambienti degradati o problematici, infatti i giovani provengono anche da famiglie di estrazione sociale medio alta e con un buon livello di istruzione”.

Del gruppo fanno poi parte “oltre ad elementi molto giovani, anche soggetti di diversa etnia, spesso maggiorenni”.

I componenti delle gang, e’ una costante rilevata dalle Forze dell’ordine, “seguono spesso riti di iniziazione come tagliarsi i capelli a zero e compiere determinati atti di teppismo”, e indossano e usano distintivi o segni di appartenenza (stemmi, giubbotti, cappellini, orecchini e tatuaggi). Tra loro sono molto diffusi l’ascolto della musica trap – una variante del rap – e l’uso di droghe e alcolici. Le bande giovanili si connotano anche per il modus operandi che, si legge nella relazione della commissione parlamentare, “contempla l’impiego di una violenza sproporzionata nei confronti delle vittime, individuate nei coetanei (anche in ambito scolastico), negli anziani, nei disabili e nei soggetti ai margini della societa’”.

Per quanto riguarda l’organizzazione di queste formazioni, “sono guidate da un capo banda che affida i compiti ai propri gregari”. I delitti principali commessi riguardano reati contro il patrimonio (furti, danneggiamenti, rapine ed estorsioni) e contro le persone (minacce, percosse, lesioni, stupri e, talvolta, anche omicidi). Un forte vincolo di coesione e’ dato dall’elemento etnico che caratterizza sia le bande sudamericane (i “Latin Kings” degli ecuadoregni, i “Trinitarios” dei dominicani, i “Netas” portoricani, e il Barrio 18 dei salvadoregni) sia quelle cinesi.

Queste bande sono in dettaglio formate “sia da appartenenti alla cosiddetta ‘seconda generazione’ sia da giovani connazionali immigrati che, giunti in Italia, vivono in condizioni di sostanziale emarginazione non disponendo ancora di un sistema di relazioni e conoscenze che consenta loro di integrarsi nella comunita’ di riferimento”.

E ancora: “Perduto progressivamente il carattere di formazioni delinquenziali episodiche e dedite a manifestazioni criminali di basso profilo, i sodalizi in questione si atteggiano, con sempre maggiore frequenza, a strutture criminali stabili, gerarchicamente organizzate su un modello verticistico, che prevede un leader indiscusso, in grado di coordinare e determinarne le strategie criminali”.

I ruoli apicali delle bande giovanili cinesi risultano poi rivestiti, sempre piu’ spesso, da soggetti maggiorenni. “Le consorterie in esame – viene evidenziato – si connotano inoltre per la spiccata propensione all’uso della violenza, prevalentemente finalizzata all’affermazione della supremazia su sodalizi omologhi e concorrenti”.

Tra le attivita’ criminali messe in pratica, risultano estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti connazionali funzionali al controllo della comunita’ locale, gestione del gioco d’azzardo, sfruttamento della prostituzione di giovani connazionali e lo spaccio di stupefacenti (ketamina, ecstasy, shaboo o cocaina). Come basi logistiche sono spesso usati Intemet-Point, Karaoke-Center e Night Club (fonte Dire).