Agende Rosse: “Non rimuovere aula bunker”

L'appello alle istituzioni: "Presto altri processi, sia spazio e simbolo"

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Rivedere la decisione di smontare l’aula “bunker” allestita nel cortile del Tribunale di Reggio Emilia dove si e’ celebrato il processo Aemilia contro la ‘ndrangheta ed evitare di destinarla, come previsto dal Comune, a spazio civico e per la legalita’ nella zona di Parco Ottavi. Lo chiedono in una lettera indirizzata alle istituzioni reggiane i gruppi del movimento Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio e “Mauro Rostagno” di Modena.

“Ci permettiamo di sottolineare la fondamentale importanza di mantenere nella nostra citta’ uno spazio cosi’ ampio e ben organizzato per ospitare procedimenti giudiziari di una certa entita’, che consente alla comunita’ ed alle associazioni del territorio di poter seguire dal vivo ed in sicurezza lo svolgimento processuale, come e’ accaduto con il rito ordinario di Aemilia”, si legge nella missiva.

“In tempi di pandemia, quando comunque la giustizia deve fare il proprio corso garantendo la salute di tutto il personale dell’organo giudicante ed inquirente nonche’ degli imputati e delle difese, crediamo che debba essere garantita nel rispetto delle normative Covid e laddove possibile anche la presenza della societa’ civile nei procedimenti contro la malavita organizzata”, aggiungono le Agende Rosse.

Ricordando che “presto inizieranno le udienze di procedimenti con un elevato numero di imputati come Grimilde, Octopus e Billions, legati a doppio filo al pre e post Aemilia”. Pertanto “non vorremmo che lo smantellamento dell’aula Bunker venga anche recepito come un segnale di ‘sazieta” della giustizia”. Al contrario, concludono gli attivisti antimafia, “vorremmo che fosse garantito uno spazio adeguato che sia anche il simbolo di una lotta che non finisce e che anzi, andra’ avanti imperterrita anche in tempi di covid e oltre”.

Più informazioni su