Vendita Gazzette e Tirreno, Gedi: “Compratori seri”. La Regione: “Portateli qui”

L'Aser accusa: "Vogliono cedere quattro testate che appesantiscono il gruppo e hanno trovato chi le prende con buona pace su cio' che succedera' a chi ci lavora"

REGGIO EMILIA – Rassicurazioni sulla serieta’ del progetto di cessione delle testate, ma senza scendere nei dettagli per esigenze di riservatezza della trattativa. Al tavolo in Regione Emilia-Romagna, oggi il gruppo Gedi ha confermato l’operazione di vendita per Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio Emilia, Nuova Ferrara e Il Tirreno. La loro cessione vedrebbe affidati i giornali a chi a esperienza in campo editoriale e non e’ escluso che Gedi possa anche commissionare alcuni servizi alla nuova proprieta’: ma piu’ di questo, a quanto si apprende, non puo’ essere detto appunto per ragioni di riservatezza.

Il che non lascia dormire sonni tranquilli il sindacato. “Se ci sono preoccupazioni – dice Matteo Naccari, che guida l’associazione stampa dell’Emilia-Romagna (aser) – e’ perche’ rimangono elementi di incertezza e proprio perche’ alcune cose sono state e vengono tenute segrete. Se poi il piano industriale dice che serve ridurre i costi, chi compra non fara’ subito investimenti”. Non convince il sindacato neppure il legare il destino operativo di giornali tra loro distanti come Tirreno e Nuova Ferrara. “In generale – dice ancora Naccari – la sensazione e’ che Gedi intenda cedere quattro testate che appesantiscono il gruppo e hanno trovato chi le prende con buona pace su cio’ che succedera’ a chi ci lavora”.

Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, voleva “conoscere, senza violare le norme di riservatezza dell’operazione, i termini della vendita soprattutto per capire i livelli di tutela sociale nonche’ le garanzie sul futuro editoriale e occupazionale, anche a fronte del clima di incertezza manifestato dai lavoratori delle testate”. Ma appunto al tavolo la proprieta’ non si e’ sbottanata, per questo la Regione promette di tenere le antenne dritte.

Il tavolo istituzionale avviato questa mattina in Regione “resta aperto e pronto a procedere in qualunque momento – aggiunge Colla – abbiamo chiesto al Gruppo Gedi, il soggetto venditore, di portare agli acquirenti la richiesta di poterli incontrare rapidamente, prima che l’operazione sia definita”. Inoltre, “sui passaggi di questa operazione, delicata dal punto di vista occupazionale, sociale e territoriale per l’impatto che queste testate hanno sulle comunita’ interessate, terremo costantemente informato il Governo per l’evidente importanza strategica del settore dell’informazione e dell’editoria”.

La vertenza continua poi a preoccupare anche i partiti. Il segretario provinciale del Pd di Modena, Davide Fava, dopo i tre giorni di sciopero del giornale esprime “vicinanza e solidarieta’ ai lavoratori della Gazzetta di Modena costretti a difendere il proprio posto di lavoro e il proprio ruolo nel mondo dell’informazione locale con una tornata di scioperi”, e ribadisce “l’importanza per le nostre comunita’ di una informazione locale competente e attenta a quanto accade sul territorio. L’emergenza Covid ha confermato come, soprattutto nei momenti di crisi, e’ fondamentale per il cittadino poter contare su notizie capillari e attendibili. Occorre tutelare, quindi, il patrimonio di professionalita’ rappresentato da tutti i lavoratori della Gazzetta di Modena”.

Lo stesso chiede la consigliera regionale doi Forza Italia, Valentina Castaldini: e’ fondamentale “mantenere il radicamento di queste testate sul territorio”. E si dice preoccupata dal possibile passaggio “di tre storiche testate locali a compratori estranei al mondo dei quotidiani, cosa che rischia di disperdere un patrimonio editoriale radicato nei territori di riferimento”.