Sparatoria in piazza del Monte, l’arrestato: “Forse ho un po’ esagerato” foto

In manette l'operaio 43enne Gaetano Lombardi. La furia dell'uomo si è scatenata per futili motivi. Quattro giovani sono già stati dimessi e solo uno è ancora in prognosi riservata in ospedale

REGGIO EMILIA – “Forse ho un po’ esagerato”. E’ quel che ha detto agli agenti, dopo che avevano trovato la pistola a casa sua, l’operaio 43enne Gaetano Lombardi, che ieri sera, verso le 23, ha sparato contro un gruppo di ragazzi, in piazza del Monte, ferendone cinque. Lombardi, originario di Acerra (Napoli), ma residente in centro a Reggio, è conosciuto alle forze dell’ordine, perché ha precedenti per stalking e quindi, quando i poliziotti hanno visto i filmati delle telecamere di sorveglianza, lo hanno riconosciuto e sono andati a casa sua, in centro storico a Reggio, dove hanno trovato la pistola utilizzata, una Beretta 6,35, nascosta in un’intercapedine in cucina.

La dinamica dell’arresto è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa in questura a cui hanno preso parte il questore Giuseppe Ferrari, il capo della squadra mobile, Guglielmo Battisti e il capo di Gabinetto, Domenico De Iesu. Tutto è iniziato da una lite, verso le 22.30, in piazza Martiri del 7 Luglio fra tre italiani di origini magrebine e due marocchini e Lombardi. L’operaio non conosceva i cinque giovani che sono tutti residenti in città e poco più che diciottenni. Un banale alterco che sembrava finito lì. In realtà, come poi è stato documentato dalle telecamere di sorveglianza, il 43enne campano ha seguito i ragazzi fino in piazza del Monte dove è iniziata la sparatoria.

Lombardi, in particolare, ce l’aveva con uno di loro, un 20enne italiano di origini marocchine, quello che poi è stato ferito più gravemente e che, probabilmente, è quello con cui aveva avuto il diverbio maggiore. Ha estratto la pistola, una Beretta 6.35, tipica arma utilizzata dai killer per le piccole dimensioni, arma rubata durante un furto in abitazione a Reggio Calabria (Lombardi non ha il porto d’armi) e ha fatto fuoco contro il giovane. E’ lui il ragazzo che, nel filmato, cade perché viene colpito a una spalla. Il proiettile non esce e, infatti, è l’unico dei quattro giovani ad essere ancora ricoverato, perché è stato sottoposto stanotte a un’operazione dato che ha un polmone perforato. Ora si trova ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita.

Sono nove, in tutto, i colpi che sono stati esplosi da Lombardi. Gli altri quattro giovani sono fuggiti e sono stati colpiti dai proiettili solo di striscio, con fori di entrata e uscita. Questo perché l’obiettivo principale della furia del 43enne campano era il loro amico. I quattro sono già stati tutti dimessi perché hanno riportato ferite lievi nella sparatoria. La loro fortuna è stata anche il tipo di arma utilizzata, dato che la Beretta 6.35 è una tipica arma da killer, piccola e letale da vicino, ma non molto efficace da lontano.

Lombardi è poi fuggito, ma, dato che era conosciuto alle forze dell’ordine e anche in virtù del fatto che in centro erano presenti molti agenti per i controlli anti covid, coordinati, nell’occasione, proprio dal capo della Squadra mobile, Guglielmo Battisti, per gli agenti è stato facile risalire a lui anche dopo aver sentito le testimonianze dei giovani feriti in ospedale. Alle due di notte i poliziotti si sono presentati a casa di Lombardi, in centro storico, e hanno trovato la pistola in cucina e gli abiti in lavatrice utilizzati durante la sparatoria. Di fronte a queste prove schiaccianti il 43enne campano ha confessato la sua responsabilità relativamente alla sparatoria. Dovrà rispondere di tentato omicidio plurimo, ricettazione e detenzione illegale di arma.

Il sindaco Vecchi: “Sono vicino ai ragazzi feriti”
Sulla vicenda interviene il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, che scrive: “Vorrei innanzitutto mandare un pensiero di vicinanza ai ragazzi feriti. Confidiamo che possano quanto prima uscirne al meglio. Faccio i miei più sentiti complimenti al questore Ferrari, al capo della squadra mobile Battisti a tutte le forze dell’ordine compresa la nostra Polizia Locale, per la rapidità e l’efficienza con cui hanno risolto il caso individuando il responsabile. Non avevamo dubbi conoscendo la grande professionalità unitamente ad un sistema di video sorveglianza della città che ha certamente aiutato l’attività investigativa e rappresenta motivo di grande fiducia sulla prontezza e rapidità con cui lo stato ha affrontato la vicenda. Quanto accaduto sabato sera in piazza del monte è un fatto gravissimo. A Reggio non siamo abituati a vivere situazioni simili motivo per cui per la tranquillità e serenità dei cittadini auspichiamo che la massima severità verso il responsabile. Si è detto di scontri tra baby gang e invece ci troviamo a constatare un criminale che gira armato e spara per futili motivi rischiando di fare una strage. Non esiste che a Reggio Emilia un criminale giri liberamente per il centro sparando a ragazzini per futili motivi. La massima severità è funzionale a stroncare una vicenda che non deve ripetersi. Quando sarà il momento valuteremo seriamente di costituirci parte civile perché una comunità come la nostra merita rispetto e non può tollerare simili situazioni. Aggiungo che considero meritorio il grande lavoro fatto in questi anni sulla restrizione all’autorizzazione all’utilizzo di armi da fuoco e credo si debba continuare in questa direzione”.