Smog, l’aria sporca ci costa fino a 2.000 euro a testa

Parma sesta in Italia per i costi dell'inquinamento atmosferico, mentre Reggio è dodicesima con 1.786 euro. Zanichelli deputato del M5S: "Un impatto di oltre il 5% del PIL che grava sull'economia emiliana"

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REGGIO EMILIA – Il costo sociale dell’aria inquinata? In Emilia-Romagna e’ alto, fino a quasi 2.000 euro a testa. Secondo uno studio, in testa in questa inquietante classifica c’e’ Parma, al sesto posto nazionale, con un costo pro capite dell’inquinamento atmosferico di 1.915 euro. Reggio Emilia, per quanto riguarda le citta’ della regione, e’ 12esima assoluta con 1.786 euro, una posizione davanti a Bologna, dove l’impatto dello smog e degli inquinanti costa 1.781 euro a testa.

Seguono via via Piacenza, Ravenna, Modena e Ferrara. Meglio ancora Rimini, sotto media nazionale con 1.333 euro, e Forli’ (1.277 euro). Lo studio, “Costi sanitari dell’inquinamento atmosferico nelle citta’ europee, connesso con sistema dei trasporti”, diffuso oggi dalla societa’ di consulenza CE Delf, ha preso in esame 432 citta’ europee, in 30 paesi (27 paesi Ue piu’ Regno Unito, Norvegia e Svizzera).

Vengono considerate in pratica le spese, a partire da quelle sanitarie, che ogni cittadino e’ costretto a sobbarcarsi per far fronte ai danni derivanti dall’inquinamento atmosferico: una spesa che per gli italiani, come spiega Legambiente che e’ partner italiano, ammonta a un costo medio di 1.400 euro per ogni cittadino, circa il 5% del Pil. In Europa, invece, la stima e’ piu’ bassa e si aggira intorno a quota 1.250 euro per una percentuale del 3,9%.

Roma, Milano e Torino sono tra le prime 25 citta’ europee per costi sociali in assoluto, mentre ben cinque citta’ italiane sono nella top ten per costi pro capite (Milano seconda dopo Bucarest, seguita dal terzo posto di Padova, al sesto Venezia, al settimo Brescia e al nono posto Torino). E maggiore e’ il numero di automobili in strada e piu’ aumenta il tempo trascorso nel traffico piu’ si alzano i costi sociali dell’inquinamento.

I numeri che riguardano le citta’ emiliane, afferma Legambiente, “devono farci riflettere sugli urgenti interventi che ad oggi vengono derogati, uno di questi sicuramente il blocco dei diesel euro 4. Se da un lato e’ necessario creare condizioni economicamente agevolate per favorire questo passaggio, dall’altro non possono piu’ essere ignorati i costi sanitari che derivano da un loro utilizzo”.

Interventi urgenti sul trasporto pubblico, prosegue l’associazione, “non devono essere da meno: e’ importante che le risorse del Recovery Fund vengano destinate ad opere prioritarie come l’Sfm ed il tram bolognese, e linee ferroviarie quali la Pontremolese e la Porrettana su cui ad oggi di segnalano numerosi disservizi”.

Davide Zanichelli, deputato reggiano del M5S, commenta: “Un impatto di oltre il 5% del PIL che grava sull’economia emiliana. In questo contesto risulta ancor più urgente il rilancio delle politiche green, ma soprattutto dovrebbe far capire anche alle categorie attente al portafogio, che anche la salute dei polmoni è fondamentale per un’economia sana. Da questo punto di vista la vecchia politica dovrebbe mettere da parte i progetti di ulteriore cemento e ulteriore incenerimento dei rifiuti. Il futuro passa anche dalla salute e quindi dalla qualità dell’aria, se non vogliamo finire ricchi (forse) e malati (sicuramente)”.

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