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Sinistra Italiana: “Scuole e trasporti, gravi ritardi nell’organizzazione anti pandemia”

"Il governo Conte non ha avuto la forza e la fermezza di imporre nei mesi estivi le decisioni necessarie a prepararci alla seconda prevedibile ondata"

REGGIO EMILIALa pandemia sembra sfuggirci di mano. Paghiamo oggi i mesi passati ad aprire discoteche e a sottovalutare la forza del virus. La gran parte dei media, parte rilevante dei leader politici e dell’establishment sono colpevoli di questa pericolosa sottovalutazione. Pure il governo Conte, che aveva preso decisioni forti per fermare la diffusione del covid19, non ha avuto la forza e la fermezza di imporre nei mesi estivi le decisioni necessarie a prepararci alla seconda prevedibile ondata.

Oggi siamo in ritardo, e invece delle misure ragionevoli che pure era possibile prendere, occorre intervenire per ridurre grandemente la circolazione della popolazione e i contatti fra di essa. L’alternativa ad un lockdown generalizzato (ed in fin dei conti cieco) è quello di un lockdown dinamico, che si ponga l’obiettivo di dimezzare almeno la circolazione delle persone.

Occorrono decisioni tempestive di aumento dei trasporti pubblici, e di distanziamento credibile su di essi. E oggi solo il coinvolgimento dei veicoli e degli autisti del settore turistico (di fatto fermo) ci può permettere di aumentare le corse, riducendo anche l’affollamento nei mezzi.

Per evitare che di nuovo la scuola e la sanità siano quelle che pagano il prezzo maggiore, occorre tutelare nella scuola le classi di età dove la relazione interpersonale gioca un ruolo maggiormente rilevante, limitando la didattica a distanza a rotazione alle classi dei trienni delle scuole superiori e ai corsi universitari ad eccezione delle matricole.

E’ necessario organizzare entrate scolastiche scaglionate, pensando insieme a Seta nuove corse e nuovi orari. L’aumento di mezzi è insufficiente e non riesce a coprire la reale necessità di distanziamento tra gli studenti. Un lavoro da svolgere insieme alle figure dei “Mobility manager”, già presenti negli istituti scolastici.
Così come fra i lavoratori occorre che si realizzi un confinamento degli over 60 o in lavoro agile o in permesso retribuito per quarantena, in modo da proteggere chi maggiormente potrebbe subire dei danni dal contagio.

Il comparto della sanità pubblica non può solo ricevere elogi quando è in prima linea, per essere dimenticato quando il pericolo sembra passare. Da subito vanno modificati i criteri di accesso al lavoro sanitario (in primis i numeri chiusi di accesso alle facoltà mediche), e va pianificato il rafforzamento della medicina sul territorio. Non potranno produrre effetti nell’immediato, ma serviranno come riconoscimento a chi sarà chiamato in prima linea.

Inoltre ambedue i settori, sanità e scuola, occorre che vedano avviato il rinnovo dei loro contratti nazionali.

Federazione Sinistra Italiana Reggio Emilia