San Polo, truffa a conduzione familiare: tre denunce

Marito, moglie e figlio hanno raggirato un 55enne di Ciano. Hanno comprato un'auto con un assegno tratto su un conto corrente postale estinto e poi l'hanno rivenduta

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SAN POLO (Reggio Emilia) – Truffa a conduzione familiare: marito, moglie e figlio, di 42, 39 e 21 anni, tutti residenti a Ravenna, sono stati denunciati dai carabinieri. Hanno acquistato un’auto online con un assegno tratto su conto estinto e poi l’hanno rivenduta: concorso in truffa è l’accusa mossa ai tre dai carabinieri di San Polo.

Tutto ha avuto inizio agli inizi del mese quando un 55enne di Ciano, per vendere la sua Ford Fiesta, ha pubblicato su un sito di annunci un annuncio. E’ stato contattato da un uomo, dichiaratosi interessato all’acquisto, con cui ha concordato un appuntamento a Reggio Emilia e il pagamento con assegno circolare.

Visionata l’auto e accordatisi sul prezzo (11.500 euro), l’acquirente è arrivato accompagnato da moglie e figlio all’agenzia di pratiche d’auto per il passaggio di proprietà con l’auto che è stata intestata alla moglie. A pratiche concluse il figlio si è allontanto con l’auto appena acquistata, mentre i due coniugi si sono offerti di riaccompagnare a casa il venditore. Durante il tragitto, con il pretesto di un sopravvenuto impegno, i due coniugi lo hanno lasciato consegnandogli 500 euro in contanti e un assegno postale scritto a matita.

Alle rimostranze del venditore i cui accordi erano quelli del pagamento a mezzo di assegno circolare i due si sono allontanati. L’uomo è andato in banca e gli è stato detto che l’assegno non era esigibile, perché tratto su un conto corrente postale estinto. La vittima ha atteso 4 giorni prima di rivolgersi ai carabinieri di San Polo, perché provava vergogna. Questo ha consentito ai tre truffatori di riuscire a piazzare la macchina, vendendola a un’altra persona ignara che si trattava di un veicolo provento della truffa.

Dopo la denuncia i militari di San Polo sono risaliti i tre responsabili della truffa nei cui confronti i militari sampolesi hanno ottenuto dalla Procura reggiana, concorde con gli esiti investigativi, un decreto di sequestro dell’auto. Il provvedimento tuttavia, anche alla luce del fatto che la vittima ha atteso alcuni giorni prima di far denuncia, non è stato eseguito a carico dei truffatori, perché due giorni dopo avevano venduto la Ford Fiesta a un 56enne di Moncalieri per 8.500 euro.

L’auto, rintracciata, è stata sequestrata e affidata al nuovo proprietario in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria mentre l’intero nucleo familiare, a cui le vittime potranno chiedere il risarcimento in caso di condanna, è stato denunciato con l’accusa di concorso in truffa.

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