Rubiera, dieci casi di Coronavirus nella casa protetta

L'Ausl ha disposto il ricovero di cinque ospiti, che hanno condizioni di salute fragili per altri motivi, all'ospedale di Scandiano

RUBIERA (Reggio Emilia) – Ci sono dieci casi di Coronavirus nella casa protetta di Rubiera di via Zacconi gestita dalla cooperativa sociale Elleuno. Ne dà notizia il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, che scrive: “Oggi nella struttura è intervenuta la task force Covid dell’Ausl. Si è provveduto, insieme agli operatori della Elleuno, a dividere in zone la struttura isolando i positivi. In questo momento, stanno tutti abbastanza bene, per fortuna. Senza tamponi non si sarebbe individuato il problema per diversi giorni ancora, probabilmente, visto che di sintomi praticamente non ce n’erano”.

L’Ausl ha disposto il ricovero di cinque ospiti, che hanno condizioni di salute fragili per altri motivi, all’ospedale di Scandiano: questo permette di seguire meglio loro da un lato, con un monitoraggio di livello superiore, e di “alleggerire” la Casa Protetta avendo più spazi per creare gli opportuni isolamenti.

Continua il primo cittadino: “Seguiamo naturalmente passo passo l’evoluzione della situazione. La struttura è naturalmente ‘chiusa’ alle visite già da qualche giorno: so che per i parenti è tutto molto, molto difficile e vi assicuro che sento addosso tutta preoccupazione e il dolore del caso. Purtroppo, ogni contatto con l’esterno è un rischio e temo che oggi ne si abbia una dimostrazione”.

Spiega Cavallaro: “In questi mesi avevamo messo in atto, insieme ad Elleuno, alcune misure precauzionali per perimetrar eventuali avvenimenti di questo tipo. Se vedete la fila di Panda bianche dei servizi domiciliari parcheggiate lì dalla bocciofila è perché le operatrici ora hanno lì vicino lo spazio per cambiarsi, senza venire a contatto con le colleghe della Casa Protetta o del Centro Diurno: gli altri servizi possono dunque proseguire regolarmente”.

Stasera il sindaco ha convocato una giunta d’urgenza per fare il punto sulla situazione e a seguire la conferenza dei Capigruppo consigliari per condividere la situazione. Conclude Cavallaro: “Credo che questo dato debba far riflettere sull’opportunità di metter mano con serietà ad alcune cose. Bene i Dpcm sulle mascherine per strada, ma forse non basta”.