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Rec: “Scuola e mobilità, diritti non intercambiabili fra loro”

Reggio Emilia in Comune replica a Bonaccini: "E' sbagliato affermare che la risposta agli autobus sovraffollati è la didattica a distanza"

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REGGIO EMILIA In questi mesi come Rec non ci siamo espressi sulle scelte di Governo, Regione e Comune riguardo alle misure di contenimento del coronavirus e questo per due motivi fondamentali: primo perché sono mesi che non si parla d’altro, tra polemiche, applausi, recriminazioni e non volevamo essere l’ennesima voce in un coro assordante; secondo perché, essendo ormai concentrato solo su quello il dibattito pubblico, abbiamo preferito far emergere questioni importanti riguardanti la città che rischiavano di passare sotto silenzio.

Questo non significa che ci abbiano visto d’accordo molte delle decisioni prese o degli atteggiamenti adottati, ma questa volta c’è una dichiarazione del presidente della Regione Emilia Romagna, Bonaccini, che non possiamo non commentare, per ribadire ancora una volta la nostra posizione politica, lontana da un’amministrazione che pensa maggiormente agli interessi di chi sta ai vertici, agli amministratori di Confindustria, che non alle persone.

Affermare che la risposta agli autobus sovraffollati è la didattica a distanza, colpisce la nostra sensibilità su due temi a noi cari, cioè istruzione ed ecologia.

Pensare che la soluzione alle criticità del trasporto pubblico sia dissuadere una certa categoria di persone al suo utilizzo, incoraggiandole a restarsene a casa, è un altro degli infiniti modi con cui si cerca di spostare la responsabilità di un problema sulle persone, piuttosto che sulla cattiva gestione, e in questo caso specifico evidenzia come il potenziamento della rete pubblica (con tutti i benefici che essa comporterebbe in tema di salubrità dell’aria in primis, ma anche sicurezza, socialità, consumo di suolo) non è ai primi posti dell’agenda amministrativa.

Il tema dell’istruzione è più complesso, ma crediamo che quanti hanno un figlio, nipote, cugino, amico, amico di amici in età scolare, possa cogliere al volo tutti gli impliciti che la frase di Bonaccini comporta.

La didattica a distanza non è scuola e non è una soluzione. Di analisi su limiti e svantaggi in termini di apprendimento, psicologia e crescita, ormai la rete è piena, anche con contributi di notevole profondità; non ci dilungheremo perciò a elencarli, ci limiteremo a dire che se Bonaccini non sa che la scuola non è solo mera trasmissione di nozioni, se crede che sia un’opzione valida far sedere dei ragazzi di 14/19 anni davanti a un computer a “imparare”, togliendo loro socialità e contatto umano, se crede che i ragazzi delle superiori siano una categoria a cui poter chiedere un simile sacrificio, magari per consentire ad altre categorie di continuare a poter vivere la propria vita e professione senza ulteriori sconvolgimenti, beh, Bonaccini non è il nostro presidente.

Cogliamo l’occasione per dare il nostro sostegno al comitato “Priorità alla scuola” e per invitare tutte e tutti ai presidi organizzati per oggi in tutta Italia.

Scuola e mobilità sono diritti, e non è possibile accettare una politica che non sappia far altro che suggerire soluzioni che ne sacrifichino uno dei due, soprattutto quando, a differenza di febbraio scorso, adesso ci sarebbe stato tutto il tempo per pensare soluzioni, organizzare strategie e ripensare il nostro modo di vivere spazi e servizi, alla luce di una situazione che ormai non possiamo più definire impunemente nuova, tanto meno inattesa.

In molti si chiedono cosa è stato fatto questa estate per arrivare ad ottobre ancora con degli irrisolti che chiunque poteva prevedere; noi a questo quesito rispondiamo che è stata una questione di priorità ed evidentemente scuola e trasporto pubblico non sono tra queste.

Come Rec pensiamo che il modo giusto per combattere il #virus sia quello di educare le persone a stili di vita sani, di spingerle verso comportamenti rispettosi e responsabili, perché restare chiusi in casa non è l’unico mezzo possibile per evitare il contagio: aria pulita, spazio a sufficienza per vivere la propria vita e una popolazione psicologicamente sana, possono raggiungere – con molte meno sofferenze – quel che la reclusione ottiene a discapito di tutto ciò che amiamo.

Reggio Emilia in Comune

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