Protesta Cna contro restrizioni ultimo Dpcm

La Cna reggiana scende in strada in via Maiella per chiedere ristoro totale e a fondo perduto con tempi certi per tutte le imprese a cui è stata imposta la chiusura

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REGGIO EMILIA – “Ci troviamo davanti ad un nuovo Dpcm, con effetto fino al 24 novembre, che fa seguito ai due precedenti del 13 e del 18 ottobre. Quindi, senza ancora avere riscontri sull’efficacia delle disposizioni dei primi decreti, il Governo ha deciso di imporre nuove restrizioni”.

Lo scrive la Cna che, per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica, ha organizzato una serie di sit-in che si sono tenuti martedì 27 ottobre 2020 in tutta la regione. La Cna Reggiana ha manifestato davanti alla sede provinciale di via Maiella, alla presenza di un gruppo ristretto di dirigenti e funzionari (per ragioni di sicurezza), tra cui il direttore generale Azio Sezzi e i vicepresidenti Cna Laisa Rinaldi, Debora Bondavalli e Giorgio Francia.

“Bonus ristorazione anche per le realtà artigianali”; “Ristori totali e immediati per le attività colpite”; “Palestre: sì ai controlli, no alle chiusure indiscriminate”; “Attività fieristiche una filiera “sicura”; “Pullman fermi, autobus strapieni. Fateci lavorare, per la salute di tutti”; “Cinema e teatri, sì al rispetto dei protocolli, no alla chiusura”. Sono gli slogan scelti per esprimere il grido di dolore degli operatori colpiti e il dissenso dell’Associazione per le ultime restrizioni mirate.

“Durante l’illustrazione del decreto in conferenza stampa – commenta il Direttore Cna Reggio Emilia Azio Sezzi – il Ppresidente del Consiglio ha ammesso che questa nuova impostazione che ci porta verso un lockdown parziale è frutto dei dati sull’andamento dei contagi. Il che da una parte significa l’ammissione di un grave errore di valutazione dei dati quotidianamente a disposizione della politica e della comunità scientifica, dall’altro ci insinua una grave preoccupazione sull’emanazione di futuri Dpcm portatori di ulteriori restrizioni. Se misure così importanti vengono imposte senza guardare un orizzonte lontano ma navigando a vista, diventa concreto il timore che fino alla prossima primavera possano arrivare nuove misure di “aggiustamento” destabilizzanti per i nostri sistemi economici e, ci auguriamo di no, anche sociali”.

Continua l’associazione: “Un futuro dai tratti incerti non fa bene a piccole imprese, artigiani, professionisti. Una grande comunità di persone e di famiglie, che a stento sono sopravvissute alla “fase 1” della scorsa primavera e che oggi hanno davanti agli occhi lo spettro di un’altra chiusura. Per questo è difficile comprendere la logica della chiusura alle 18 delle attività di ristorazione e lo stop totale a palestre, centri benessere, attività fieristiche, cinema, teatri e relative filiere: stiamo parlando di imprese che hanno propri protocolli di riferimento e che hanno investito sensibilmente, nonostante un anno non certo facile, per rispettare tutte le procedure di contrasto all’epidemia”.

“Con molta franchezza – aggiunte il direttore Sezzi – ci sentiamo di affermare che le chiusure e le limitazioni imposte a queste aziende siano un errore. Si tratta di imprese che rispettano tutti i protocolli, tutte le prescrizioni, tutti i divieti indicati in ogni Dpcm. La chiusura anticipata al pubblico di ristoranti e pizzerie rappresenta un ulteriore colpo in primis per la ristorazione, poi per la filiera della produzione e trasformazioni e dell’agricoltura”.

La chiusura anticipata rappresenta un provvedimento grave che mette in ulteriore difficoltà le imprese della ristorazione, le palestre, i centri benessere, e altrettanto grave è il sostanziale stop totale alle attività fieristiche e a gran parte delle filiere legate al mondo del cinema e della cultura.

Le richieste di CNA sono molto chiare, a partire dal ristoro totale e a fondo perduto e con tempi certi. Il Governo ha annunciato misure di ristoro per oltre 300 mila aziende soggette alle restrizioni del Dpcm spiegando che i contributi, superiori a quelli già erogati in precedenza, dovrebbero arrivare entro metà novembre.

Conclude Azio Sezzi: “Cna chiede con forza che questi contributi arrivino a tutte le imprese a cui è stata imposta la chiusura, senza più ricorrere a coefficienti di fatturato o discriminazione su codici Ateco. Ogni settore della ristorazione, ogni palestra e centro benessere, ogni cinema e teatro, ogni operatore delle rispettive filiere deve avere la certezza di ricevere in tempi brevi il contributo dello Stato. Tutti sono colpiti in egual misura. Ci attendiamo, infine, altrettanta attenzione al ristoro dei costi sostenuti dalle imprese per la partecipazione a fiere nazionali ed internazionali che, in conseguenza alle disposizioni del Dpcm, non potranno essere organizzate”.

La “ricetta per l’emergenza” di Cna  prevede inoltre ulteriori misure per la sopravvivenza delle piccole imprese da attuare il prima possibile, quali: stop immediato alle chiusure indiscriminate ponendo più attenzione all’intensificazione e all’efficacia dei controlli, il prolungamento dello strumento della cassa integrazione, la messa a disposizione di compensazioni economiche per gli affitti, una “tregua fiscale” in accordo con l’Agenzia Entrate.

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