Metalmeccanici, boom di scioperi dopo rottura tavolo trattative

Sull'aumento del salario dell'8% sui minimi tabellari chiesto dai sindacati, spiega il segretario della Fiom Vecchi, "la risposta di Federmeccanica e' stata di garantire solo l'adeguamento all'inflazione, che pero' oggi e' pari a zero, quindi zero aumenti"

REGGIO EMILIA – Non si e’ fatta attendere la risposta dei metalmeccanici reggiani alla rottura del tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale. In molte fabbriche del territorio infatti i lavoratori hanno iniziato da ieri a organizzare scioperi spontanei, non appena la notizia della rottura del tavolo negoziale da parte di Federmeccanica e della bocciatura della proposta sindacale di aumento dei minimi contrattuali e’ iniziata a circolare.

In particolare, i primi a mobilitarsi sono stati i lavoratori dello stabilimento Bosch di Vezzano in cui i delegati della Fiom-Cgil, su richiesta dei colleghi, hanno proclamato una prima fermata, accordandosi con le Rsu dello stabilimento Bosch di Nonantola che invece scioperera’ domani. Poi e’ venuto il turno della Interpump di Calerno, con tre ore di fermata per ogni turno di sciopero e un breve presidio davanti ai cancelli.

Nelle ore successive hanno scioperato le lavoratrici e i lavoratori della Ingranaggi Moreali di Pieve, seguiti a stretto giro da quelli della Omso, storica azienda di macchine automatiche situata a pochi passi dalla Moreali, sempre a Pieve. Gli scioperi sono continuati nel pomeriggio alla VP Italy (ex Vertex pistoni) di Cadelbosco di Sopra, e sono arrivati nella bassa reggiana dove sono entrati in sciopero su proposta dei delegati sindacali di fabbrica le aziende Mbm Eurotec di Brescello, la Revifa di Fabbrico e la Rovatti Pompe.

A seguire e’ arrivata la notizia della proclamazione di sciopero anche da parte dei delegati della Vimi Fastener di Novellara, azienda del presidente di Unindustria Reggio Emilia, Fabio Storchi. Alla Landini di Fabbrico (Argo Tractors) domattina si riunira’ la Rsu di Gruppo per decidere iniziative unitarie in risposta alla Federmeccanica.

Comunicazioni sono giunte anche dalle Rsu Ognibene Power di Bagnolo, Landi Renzo, Spal Automotive, Dana e Meta System che proclameranno sciopero per domani. “Da due giorni i nostri cellulari sono bollenti”, commenta il segretario generale della Fiom di Reggio Simone Vecchi. “I lavoratori sono “incazzati”, come era ovvio, e hanno ragione”. Sull’aumento del salario dell’8% sui minimi tabellari chiesto dai sindacati, spiega Vecchi, “la risposta di Federmeccanica e’ stata di garantire solo l’adeguamento all’inflazione, che pero’ oggi e’ pari a zero, quindi zero aumenti. Una proposta offensiva anche per i lavoratori meno inclini allo sciopero”.

L’atteggiamento della Federmeccanica “e’ una vergogna. Uno schiaffo ai lavoratori che hanno dato il massimo anche durante l’emergenza sanitaria, che sono andati a lavorare in questi mesi garantendo la continuita’ della produzione. Lavoratori che ora vengono ricambiati con una proposta indecente di aumento”, afferma la Fiom. La posizione degli industriali, sostiene infine il sindacato, “si e’ mostrata in questa partita come ‘tutta politica’, mirata a svuotare il contratto nazionale per decidere individualmente gli aumenti. Un modus operandi che causa l’aumento delle disuguaglianze e che nell’indebolimento del contratto nazionale trova un proprio cavallo di Troia”.