Mazzette per false revisioni, indagati anche otto reggiani

In carcere due dipendenti della Motorizzazione civile di Ferrara e il titolare di un'agenzia di pratiche auto della citta', che faceva da intermediario

REGGIO EMILIA – Ci sono anche otto reggiani fra i 216 indagati, a vario titolo, per i reati di corruzione, falso e abuso di ufficio all’interno dell’inchiesta relativa a mazzette per false revisioni condotta dalla Guardia di finanza di Ferrara.

Secondo gli investigatori della Guardia di finanza e della Polizia stradale di Ferrara, avevano messo in piedi da anni “un disegno criminoso” per garantire, dietro pagamento di denaro a funzionari pubblici(fino a 350 euro per pratica), il buon esito delle procedure di revisione di autocarri e rimorchi che, “in condizioni normali, non avrebbero mai potuto superare le verifiche annuali obbligatorie, perche’ privi dei requisiti tecnici richiesti”.

Per questo motivo ieri mattina sono state eseguite, nell’ambito dell’operazione ‘Ghost Inspection’, sette ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere e quattro agli arresti domiciliari, su disposizione del gip di Ferrara, Vartan Giacomelli. A finire in cella all’Arginone, si legge in una nota, sono stati due dipendenti della Motorizzazione civile di Ferrara e il titolare di un’agenzia di pratiche auto della citta’, che faceva da intermediario. Ai domiciliari, invece, sono finiti quattro imprenditori, di cui due della provincia di Ferrara, uno di quella di Bologna e uno della provincia di Rovigo, tutti attivi nel settore del trasporto merci.

Complessivamente, dettagliano finanzieri e Polizia, sono indagate 216 persone per i reati di corruzione, falso e abuso di ufficio, e gli investigatori, coordinati dal pm ferrarese Andrea Maggioni, hanno accertato che “piu’ di 350 veicoli non sono mai transitati dalle linee di controllo, e sono al vaglio le posizioni di altri 270 mezzi pesanti che, indipendentemente dagli accertamenti, saranno segnalati per la revisione straordinaria”. Sequestrate anche “le carte di circolazione degli oltre 350 automezzi individuati nel corso delle indagini, che verranno tutti sottoposti a revisione straordinaria”.

L’attivita’ investigativa, condotta “attraverso controlli mirati su strada da parte degli agenti della Polizia stradale e dai militari della Guardia di finanza, ha avvalorato l’ipotesi iniziale, integrata dalle dichiarazioni di alcuni testimoni”, e sulla base degli indizi raccolti “la Procura, ipotizzando reati contro la Pubblica amministrazione, ha delegava alle due forze di Polizia l’esecuzione di indagini approfondite, disponendo l’esecuzione di intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre all’installazione di telecamere nella sede della Motorizzazione”.

Dalle immagini, spiegano gli investigatori, e’ emerso che le anomalie riscontrate “erano il frutto di un sistema illecito basato sulla corruzione di funzionari e imprenditori per facilitare i collaudi e le revisioni”. Le registrazioni hanno infatti “immortalato il denaro nascosto nei documenti o nelle classiche ‘bustarelle’ che le parti si scambiavano durante le operazioni di controllo”, e hanno permesso di accertare che tra i favori che i dipendenti della Motorizzazione facevano alle ditte c’era anche “la possibilita’ di anticipare o posticipare di diverse settimane la prenotazione della revisione”.

Il meccanismo illecito era ormai noto anche fuori regione, tanto che a Ferrara “venivano sottoposti a revisione automezzi provenienti da tutta Italia con la certezza che, con alcune centinaia di euro, era possibile ‘comprare’ le verifiche anche in presenza di gravi inefficienze, come sistemi frenanti non idonei o non completamente efficienti, usura degli pneumatici oltre gli standard consentiti e malfunzionamento dell’impianto luci”. Dalle riprese video e’ infatti emersa anche, concludono gli investigatori, “la spregiudicatezza con cui, in molti casi, venivano occultate le carenze al sistema frenante o agli pneumatici, consentendo la circolazione di mezzi non sicuri”.