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Lotta al Coronavirus, scontro Governo-Regioni sui provvedimenti

Governatori contro la chiusura alle 18 dei ristoranti e lo stop agli spostamenti tra territori. Scontro nella notte sulle misure che saranno in vigore per un mese. Tra i nodi il blocco dei centri commerciali nei weekend. Ma il governo vuole tirare dritto

REGGIO EMILIA – Scontro durissimo, nel corso del vertice fra Regioni e governo, sulle misure da prendere per combattere il Coronavirus. I governatori, con una lettera inviata dal presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, hanno fatto una serie di richieste per allentare le misure, ma il governo sembra voler tirare diritto.

Resta la misura che obbliga la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle 18 nei giorni feriali. Al termine della riunione, nella notte, tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione e il ministro Francesco Boccia il governo, a quanto si apprende, non cambia linea su una delle misure del Dpcm in dirittura di arrivo piu’ contestate dalle Regioni. E’, si apprende ancora, invece possibile che il governo consenta ai ristoranti di restare aperti la domenica a pranzo.

Stilato l’elenco di richieste da parte delle Regioni in vista della firma – slittata a oggi – del nuovo dpcm che andra’ a introdurre le nuove misure di contrasto al Covid. Una serie di punti chiave che i governatori hanno portato all’attenzione del Governo tramite lettera inviata dal presidente dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Tali osservazioni rappresentano, con ogni probabilita’, la ragione del rinvio della firma del decreto, inizialmente prevista per ieri sera.

Queste le richieste delle Regioni. Estensione della didattica a distanza fino al 100% per le scuole secondarie superiori e per le universita. Al fine di rendere sostenibile il lavoro delle ASL/Regioni in tempo di emergenza riducendo il carico di lavoro dovuto alle difficolta’ nel contact tracing si dovrebbe destinare i tamponi (molecolari o antigenici) solo ai sintomatici e ai contatti stretti (familiari e conviventi) su valutazione dei Dipartimenti di prevenzione e si dovrebbe riservare la telefonata giornaliera per i soggetti in isolamento o quarantena a specifici casi su valutazione dell’operatore di sanita’ pubblica.

Orario di chiusura per i ristoranti alle 23, con il solo servizio al tavolo. Per i bar prevedere la chiusura alle 20 ad eccezione degli esercizi che possono garantire il servizio al tavolo. Eliminare l’obbligo di chiusura domenicale. Eliminare all’art.1, comma 6 lettera f), il riferimento “impianti nei comprensori sciistici”. Prevedere nel fine settimana la chiusura dei centri commerciali, con eccezione di alimentari e farmacie. Si sottopone, inoltre, all’attenzione del Governo, “la necessita’ di eliminare alla lettera r) le parole ‘previa comunicazione al ministero dell’Istruzione da parte delle autorita’ regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali’, come gia’ richiesto in occasione del DPCM del 18 ottobre 2020.

Valutare le chiusure relative a: palestre, piscine, centri sportivi, cinema, teatri, anche valutando i dati epidemiologici di riferimento; prevedere nel Dpcm un impegno da parte del Governo a ristorare le attivita’ che hanno subi’to limitazioni e/o chiusure.