La protesta di ristoratori e partite Iva: “Siamo a terra” fotogallery video

Un centinaio di esercenti hanno manifestato in piazza Prampolini. Melioli: "Cominciavamo a vedere la luce e adesso sono le tenebre: è una tragedia". Il sindaco: "Pronti a costruire un dialogo"

REGGIO EMILIA – Un centinaio di ristoratori e partite Iva sono andate in piazza Prampolini, oggi pomeriggio, per protestare contro il Dpcm del governo. La manifestazione era organizzata da Rete Impresa Italia (Confcommercio, Confesercenti, Cna e Lapam) a favore di tutte le categorie che devono chiudere alle 18, in quanto quello che è stato deciso nel nuovo Dpcm, secondo i manifestanti, “è sicuramente troppo penalizzante”. Un rappresentante per ciascuna associazione è salito dal sindaco Luca Vecchi con una lettera di richieste in mano (Foto e video Giuseppe Bucaria).

Protesta

I manifestanti, che erano tutti con la mascherina e hanno rispettato il distanziamento, brandivano cartelli con scritto: “Repubblica democratica fondata sul lavoro fino alle 18”, “No ad elemosine di Stato”, “Il virus fa il turno di notte” e “Siamo a terra”

Fra di loro c’era Lorenzo Melioli, titolare dell’Agriturismo Il Bove, che ci ha detto: “Siamo qui per manifestare contro un deceto legge completamente sbagliato che chiude esercizi che si sono messi in regola per tutto e che potevano lavorare senza creare problemi dal punto di vista sanitario. E’ un indotto che viene falcidiato. Abbiamo avuto tre mesi di chiusura totale. Cominciavamo a vedere la luce e adesso sono le tenebre: è una tragedia. Le faccio una domanda? Secondo lei se chiudono adesso, a Natale saremo aperti?”.

E ci parla del suo danno economico: “Abbiamo avuto un 65% in meno come fatturato sull’agriturismo rispetto all’anno scorso, ma non è che il 35% è guadagno. Bisogna pagare mutui, bollette e stipendi dei dipendenti. Questo è un anno buttato, dove tutti perderanno e non tutti riusciranno fare fronte agli impegni economici che hanno anche con le banche. Chiediamo al governo di aprire le strutture che sono a norma e che non sono mai state fonte di contagio. Non moriremo di Covid, ma di problemi economici”.

In piazza c’era anche Enzo Bertelli, uno dei gestori del Crudo & Bencotto, che dice: “E’ la guerra dei poveri. Il nostro locale è piccolino e purtroppo con il Covid ne ha sofferto e ne soffrirà ancora. Prima avevamo una piccola distesa che potevamo utilizzare, ma ora da 40 posti siamo arrivati a 25”.

Il sindaco Vecchi, come detto, ha incontrato una rappresentanza insieme all’assessore al commercio Mariafrancesca Sidoli. Ha detto ai suoi interlocutori il primo cittadino:  “La strada maestra è quella del ristoro immediato delle difficoltà economiche, a cui gli operatori vanno incontro. Un ristoro intelligente, mirato, motivato e per questo realmente praticabile ed efficace. L’importante è che il Governo faccia presto. In questo senso come Amministrazione faremo quanto nelle nostre possibilità, per costruire un dialogo efficace e per rappresentare le caratteriste di urgenza di queste misure”.

E ha aggiunto: “Sul piano del metodo il percorso della trattativa resta comunque la via maestra e da parte nostra non vengono meno, oggi come in passato, la disponibilità al confronto e all’aiuto. Potete uscire da questo incontro e comunicare ai vostri associati che da parte dell’Amministrazione comunale esiste la disponibilità a costruire insieme una piattaforma, locale oltre che nazionale, sui temi di questa fase così delicata”.

L’assessora Sidoli ha sottolineato “l’importanza di una programmazione condivisa, con le associazioni e gli operatori del commercio, delle iniziative che si potranno o non si potranno realizzare in città da qui a fine anno. Solo una progettualità operativa condivisa ai nostri tavoli di lavoro potrà permetterci di fronteggiare la ‘volubilità’ di un quadro epidemico che cambia di giorno in giorno. E’ insomma anche una questione di collaborazione metodologica che, come detto dal sindaco, ha dato buoni risultati anche qualche mese fa”.