Industria alimentare, lavoratori in sciopero per il contratto nazionale

Domani il presidio davanti lo stabilimento Inalca dalle 10 alle 12

REGGIO EMILIA – I circa quattromila dipendenti del settore industriale alimentare della nostra provincia saranno in sciopero domani, 9 ottobre, con presidio davanti lo stabilimento Inalca di via Due canali a Reggio Emilia.

Scrivono i sindacati: “Alla base della mobilitazione la volontà di alcune delle associazioni datoriali che fanno capo a Federalimentare di non sottoscrivere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro stipulato dopo circa dieci mesi di una trattativa che non si è fermata neanche durante il lockdown e che si è conclusa il 31 luglio scorso con una due giorni non stop e la sola firma di Unionfood, Ancit ed Assobirra”.

Fai, Flai ed Uila nazionali hanno perciò indetto lo stato di agitazione, con conseguente blocco delle flessibilità, degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, sino al 14 ottobre e proclamato un primo pacchetto di quattro ore di sciopero nazionale con articolazione sui territori provinciali.

Da queste iniziative sono escluse importanti aziende del nostro territorio come Ferrarini, Grandi Salumifici Italiani, Parmareggio, Newlat, Casini & Marani, Dolciaria Val d’Enza, Fratelli Veroni e Veroni cotti, Agricola Tre Valli (ex Montorsi), che hanno formalmente comunicato l’applicazione dell’accordo del 31 luglio 2020 e cioè il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell’industria alimentare.

Lo sciopero riguarderà quindi le aziende aderenti ad Unindustria Reggio Emilia e alle associazioni datoriali che fino a questo momento non hanno inteso sottoscrivere il rinnovo del contratto del 31 luglio tra cui Grissin Bon, Latteria Mortaretta, Montanari & Gruzza, Pregel, Gima, Casearia Tricolore, Farm Service, Gennaro Auricchio, Consorzio del Parmigiano reggiano, Dallaglio, Poldi Allai, Grandi Pastai Italiani, Methodo Chemical, Nuovo salumificio San Martino, Premix, Pastificio Barbieri, Werisan, Cà de Medici, Cantine Lombardini, Nuovo Fresco, Industria caffè Bonani, Industria Molitoria Denti, Casali Viticultori, Colline di Canossa, INALCA, Ristogamma, Sensient, CHR Hansen, Nuova Samicer, Molino Maioli, Vetagro e Chemi Vit.

Continuano Cgil, Cisl e Uil: “Il rinnovo del contratto sottoscritto a fine luglio rappresenta un punto di avanzamento per le condizioni dei lavoratori del settore industriale alimentare sia sotto il profilo economico (con 119 euro di aumento a regime), sia sotto il profilo del welfare contrattuale (con un incremento di 5 euro mensili per ogni lavoratore a carico delle aziende) e sia sotto quello della tutela dei diritti contrattuali in quelle aziende dove non esiste la contrattazione di secondo livello (con 30 euro mensili erogati a titolo di indennizzo)”.

Affermano i segretari generali di Fai Emilia centrale Vittorio Daviddi, Flai di Reggio Emilia Giovanni Velotti ed Uila di Modena e Reggio Ennio Rovatti: “Le lavoratrici ed i lavoratori del settore industriale alimentare hanno garantito anche durante il lockdown, unitamente ad altri settori della produzione e dei servizi privati e pubblici, i servizi pubblici essenziali e gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità, assicurando, nel contempo, elevati fatturati alle aziende. Non è giusto – – non sottoscrivere il contratto del 31 luglio e disconoscere il senso di responsabilità dimostrato alla collettività anche dai lavoratori del settore industriale alimentare nel grave frangente che tutto il Paese ha attraversato”.

Domani si terrà lo sciopero con presidio territoriale per tutti i lavoratori della provincia davanti alla sede dell’Inalca di via Due canali a Reggio Emilia. Saranno presenti le tre sigle sindacali di riferimento Fai Cisl Flai Cgil e Uila Uil. Il comizio conclusivo, che si terrà attorno alle 11, sarà affidato a Ivano Gualerzi della segreteria Flai Cgil nazionale.