Fisco, fatture false per evadere 30 milioni: sequestri anche a Reggio

Denunciati tre fratelli e un commercialisti: tutti e quattro di origine foggiana

REGGIO EMILIA – In cinque anni (dal 2010 al 2015) hanno emesso fatture per operazioni inesistenti per un totale di circa 30 milioni di euro, con le quali hanno evaso tributi – Iva, Ires, e Irap – per otto milioni. Guadagni illeciti che consentivano tre fratelli di origine foggiana, operanti in Emilia attraverso le societa’ del consorzio “Ciemme Parma” (con sede nel Comune di Sorbolo), di offrire sul mercato servizi di manutenzione degli impianti industriali a prezzi stracciati rispetto alla concorrenza.

E’ in sintesi quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Fidenza nell’operazione “Daunia”, coordinata dalla Procura di Parma. Ieri le Fiamme Gialle, hanno quindi dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro autorizzato dal Gip di beni del valore equivalente alle imposte evase (otto milioni), mettendo i sigilli a immobili ubicati nei Comuni di Reggio Emilia, Montechiarugolo (Parma) e Foggia, oltre a diverse partecipazioni societarie e disponibilita’ finanziarie – per 3,4 milioni – sparpagliate in numerosi conti correnti. Sequestrati inoltre un auto e svariati orologi di marche pregiate.

Quattro le persone denunciate: i tre fratelli e un commercialista di Foggia, che con artifici contabili avrebbe permesso di distrarre dalle casse aziendali ingenti liquidita’, facendo inoltre figurare pagamenti a falsi fornitori, con bonifici ed assegni in realta’ intascati dagli organizzatori della frode. I capi di imputazione contestati sono nel complesso 19, tra cui emissione di fatture per operazioni inesistenti ed omessa dichiarazione.

Pur non disponendo alcuna misura cautelare personale, il gip ha ritenuto sussistenti a carico degli indagati gli indizi di partecipazione ad associazione per delinquere, operante almeno dal 2016. Proprio in quell’anno sono partite infatti le indagini dei finanzieri che si sono concentrate sulla gestione della manodopera del consorzio Ciemme.

Ad attirare l’attenzione, in particolare, la costituzione di varie societa’ create per eseguire le commesse ricevute da aziende terze (estranee ai fatti) in cui, nel tempo, i lavoratori venivano formalmente assunti. Dopo un periodo limitato (in genere 3, 4 anni) le societa’ venivano poste in liquidazione ed i lavoratori venivano riassunti in altre neocostituite.