Ferrarini, Pd a ministero: “Induca Amco a ritirarsi”

Il deputato Anzaldi: "Non prsti il proprio consenso ad operazioni pericolose e oltre il suo mandato e che potrebbero, tra l'altro, esporre lo Stato italiano, in sede europea, al rischio di ammenda"

REGGIO EMILIA – Amco si chiami fuori dalla partita in cui sta giocando per l’acquisizione del gruppo Ferrarini. Lo chiede il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi con un’interrogazione al ministero dell’Economia, che controlla la societa’ pubblica. Per recuperare i crediti vantati con Ferrarini (oggi in liquidazione) Amco e’ infatti entrata come partner finanziario nella cordata guidata dal gruppo della Bresaola Pini di Sondrio, che punta ad annettere lo storico marchio agroalimentare reggiano.

Un obiettivo perseguito nello stesso tempo – a colpi di carte bollate – da una seconda cordata di imprese, con a capo Bonterre-Grandi Salumifici italiani e il sostegno economico di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Nella sua interrogazione Anzaldi ricorda, oltre ad una serie di guai giudiziari della famiglia Pini sfociati nel penale in Ungheria, che su Amco penderebbe una denuncia alla Commissione europea per violazione della disciplina sugli aiuti di Stato.

E chiede pertanto “se il Governo non intenda valutare l’opportunita’ di richiedere ad Amco, pure in quanto ente sostanzialmente sottoposto alla direzione e coordinamento del ministero dell’Economia e delle finanze, un ‘passo indietro'”. Ossia, spiega il parlamentare, “di non prestare il proprio consenso ad operazioni pericolose e segnatamente oltre il suo mandato, e che potrebbero, tra l’altro, esporre lo Stato italiano, in sede europea, al rischio di ammenda per infrazione della relativa disciplina sugli aiuti di Stato”.

Amco avrebbe ora l’opportunita’ di ritirarsi perche’ una recente sentenza della Corte di Bologna ha dichiarato incompetente per la procedura concordataria il tribunale di Reggio Emilia trasferendo la “pratica” a quello di Bologna. “E ha di fatto azzerato tutto il procedimento, con il venir meno degli effetti di tutti gli atti e le proposte sin qui depositate, compresa la proposta del Gruppo Pini”, conclude l’esponente del Pd.