Editoria, su cessione Gazzette il governo chiama tutti a Roma

L'assessore regionale Colla: "C'è l'impegno di Martella a un summit con le istituzioni"

REGGIO EMILIA – Il sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, e’ disponibile a convocare un incontro con le Istituzioni emiliano-romagnole e toscane per parlare del destino delle Gazzette di Reggio Emilia e Modena cedute dal gruppo Gedi, assieme a Il Tirrenno e La Nuova Ferrara, alla ‘Sae’ dell’imprenditore abruzzese Alberto Leonardis. L’impegno del Governo sulla cessione che ha molto allarmato le citta’ coinvolte nell’operazione e’ stato riferito dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, rispondendo oggi in commissione Politiche economiche alle interrogazioni di Pd, lista Bonaccini, Emilia-Romagna Coraggiosa e Forza Italia. Le quattro testate occupano 163 dipendenti.

La Regione ha chiesto un incontro con gli acquirenti, ma il prossimo tavolo dovrebbe essere quello promesso da Martella. Andrea Costa (Pd) si e’ definito “parzialmente soddisfatto” non tanto per le parole dell’assessore ma perche’ “Colla stesso ha detto di avere informazioni parziali. Vorrei esprimere vicinanza ai giornalisti e a tutte le figure professionali per le settimane di ansia che stanno vivendo”. E’ stato si’ firmato un preliminare di acquisto ma la vendita sembra irreversibile e quindi e’ “giusto capire le intenzioni di chi si sta affacciando nella nostra regione acquistando questi giornali. È dovere assoluto di questa Istituzione sapere che cosa abbiano in testa questi imprenditori, perche’ di buona informazione ce n’e’ bisogno e la buona informazione la fanno gli editori che sanno preservare il valore dei loro giornalisti”.

Secondo Stefania Bondavalli (lista Bonaccini), “e’ importante seguire passo dopo passo questa vicenda, perche’ serve certezza dei posti di lavoro. C’e’ un grosso punto interrogativo sul futuro e anche parlando con i giornalisti si riscontra mancanza di comunicazione; di certo il mantenimento dei posti di lavoro e’ imprescindibile”.
Federico Amico (Coraggiosa) ha ricordato invece come “quel preliminare di vendita non sia stato condiviso con alcuno dei dipendenti coinvolti, nemmeno con i direttori delle testate” e intanto “la preoccupazione rimane alta soprattutto per la tutela dei lavoratori, ma c’e’ anche il tema del pluralismo e della capacita’ di raccontare realta’ locali complesse come le nostre”.

Dunque “la Regione non abbassi la guardia” specie perche’, ricorda il consigliere “la cordata di imprenditori avrebbe gia’ messo nero su bianco tagli al costo del personale per 1,7 milioni di euro” e “non sono ancora stati fugati i dubbi sulla solidita’ del gruppo e sulla sostenibilita’ economica dell’operazione”. Amico riconosce che “sulla carta il progetto sembrerebbe molto ambizioso, anche in termini di innovazione, ma si realizza in un momento in cui il settore sta vivendo una crisi pesantissima. Ammesso anche che le risorse umane in campo restino invariate, tutto porta a pensare a un’inevitabile riduzione dei costi ottenuta attraverso l’aumento dei carichi di lavoro e la diminuzione dei compensi”.

Anche per Valentina Castaldini (Fi) “la situazione ad oggi e’ profondamente critica. Ricordo che in assestamento di bilancio era stato messo un milione di euro per l’informazione, poi pero’ se si arriva ad affrontare una situazione in ritardo, forse serve un’analisi piu’ approfondita. Vero che siamo di fronte alla situazione di un privato, ma che riguarda un bene pubblico, dunque e’ compito delle istituzioni non perdere tempo. Seguiamo da vicino la vicenda e le trattative e cerchiamo di capire se altre istituzioni insieme a noi si stanno muovendo”.