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“Coronavirus, le regole sui bus che trasportano gli studenti non vengono rispettate”

Una lettrice, Silvia Bondi, madre di un 15enne che da Viano prende l'autobus per frequentare una scuola a Reggio: "Nessuno fa rispettare quanto previsto dal Dpcm"

REGGIO EMILIAUna lettrice, Silvia Bondi, ci scrive per segnalare una serie di problemi, relativi al trasporto studenti. La signora è la madre di un ragazzo di 15anni, che frequenta la classe II dell’Istituto Itg Angelo Secchi di Reggio Emilia, risiede a Viano e usufruisce quotidianamente del servizio di trasporto pubblico.

La signora, in particolare, fa riferimento all’allegato del Dpcm del 7 settembre 2020 – Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico.

La Bondi ha scritto al sindaco Luca Vecchi, all’assessora Mobilità sostenibile del Comune di Reggio Emilia, Carlotta Bonvicini, al presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, all’assessore alla Mobilità della Regione, Andrea Corsini e al prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli.

Il Dpcm prevede che non si salga a bordo del mezzo in presenza di sintomi Covid: non vi è nessuno che controlla l’assenza di detti sintomi prima di salire sui bus. Il Dpcm dispone che in autobus venga indossata la mascherina: alcuni passeggeri non rispettano questa disposizione, altri la tolgono una volta a bordo, l’autista non interviene e non vi è personale che controlla/sanziona il mancato rispetto della disposizione.

Il Dpcm contempla che i posti siano contrassegnati – fra fruibili e non – al fine di mantenere il distanziamento; in realtà tutti i posti sono usufruibili e vengono occupati. La capienza è fissata entro l’80% della capacità del mezzo, ciò non avviene e gli autobus sono stracolmi di passeggeri; preciso che sui mezzi extraurbani è indicata una capienza massima di 50, ho avuto modo di verificare capienze bel oltre i 50 passeggeri.

Il Dpcm indica che è fortemente auspicabile l’aumento delle corse dei mezzi di trasporto pubblico, facendo un raffronto oggettivo del numero delle corse dell’anno precedente (in assenza di Covid), nessun mezzo aggiuntivo/corsa è stato implementato tanto anche questa disposizione risulta ignorata

Ho inoltre personalmente verificato che le forze dell’ordine che misurano la temperatura all’ingresso della vecchia stazione ferroviaria di Reggio Emilia non intervengono quando utenti senza mascherina salgono sui mezzi urbani, tantomeno quando sono sovraffollati.

Il Dpcm prevede che si viaggi con i finestrini sempre aperti e la presenza di dispenser di igienizzante a bordo: i finestrini sono sempre chiusi e non c’è traccia dei dispenser.

Permettetemi di esprimere tutta la mia indignazione per quanto sopra esposto, non rappresento qui una semplice protesta per un disservizio, ma una grave preoccupazione per la salute della mia famiglia e mi chiedo come sia possibile che tutto ciò venga permesso e tollerato.

È inaccettabile che, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, ci si permetta di correre certi rischi, quasi come se, al di là del mancato rispetto delle regole, si viva in un modo parallelo, scollegati dalla realtà. Pretendo come cittadina e come madre – mi ripeto – in ansia per la propria famiglia, di ricevere chiarimenti e riscontri adeguati.