Coronavirus, l’Ausl: “I posti in terapia intensiva ci sono”

Ma il virus galoppa: le persone ricoverate oggi sono 90, ma solo lo scorso 16 ottobre erano 35

REGGIO EMILIA – “Non ravvisiamo particolari problematicita’ sulle terapie intensive”. Lo assicura Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia, facendo oggi il punto insieme al direttore sanitario Giorgio Mazzi sulla tenuta al covid del sistema sanitario locale. Entrando nel dettaglio dei numeri, i posti letto tra terapie intensive e semi intensive disponibili sono (al netto di quelli delle strutture private accreditate) in tutto 26. Di questi 21 sono occupati.

Ma, dicono i professionisti, “non siamo in una situazione di ‘saturazione’ perche’ abbiamo un ampio margine di conversione di altri posti letto all’occorrenza”. In totale, riorganizzando i reparti ordinari, c’e’ un piano A che consente di arrivare ad allestire 192 posti e un piano B che li estende a 354. Il virus tuttavia galoppa e la situazione, viene fatto intendere, non va presa alla leggera. Le persone ricoverate sono infatti oggi 90, ma solo lo scorso 16 ottobre erano 35.

Numeri non comparabili con quelli della prima ondata che aveva registrato il 12 marzo 89 persone che necessitavano di cure, esplose a 500 due settimane piu’ tardi. Per le persone positive, informa l’Ausl sono disponibili anche strutture esterne: la Rems (con 16 posti) un albergo (cinque) e anche una casa residenza per anziani (Cra) covid.

L’eta’ media di chi si ammala si e’ abbassata, dagli 80-90 anni ai 70, 60, ma non mancano anche 40enni e 50enni. Da rilevare, infine l’effetto del coronavirus sui vaccini antinfluenzali. L’anno scorso lo avevano fatto 6500 cittadini, oggi le richieste sono gia’ 8500.