Coop Madre Teresa, il ricordo di Jara Bizzarri foto

Soci, dipendenti e amici hanno ricordato la psicologa scomparsa nel marzo scorso. Il libro “19 piccoli disegni per fare casa” è disponibile presso la sede della Cooperativa

REGGIO EMILIA – A sei mesi di distanza dalla sua prematura scomparsa, soci, dipendenti e amici della cooperativa sociale Madre Teresa hanno ricordato Jara Bizzarri, psicologa, scomparsa nel marzo scorso.

Mamma della piccola Ester e compagna del vicesindaco di Castelnovo ne’ Monti, Emanuele Ferrari, Jara era impegnata sul servizio di educativa domiciliare e di accoglienza dei richiedenti asilo della cooperativa sociale. Nell’ultimo incontro che ebbe in ospedale con la presidente di Madre Teresa, Lisa Vezzani, Jara chiese di salutare ad una ad una le socie e le collaboratrici della cooperativa; una realtà che sentiva profondamente sua e alla quale ha lasciato in patrimonio – come ricorda Lisa Vezzani – “un modo di essere e di relazionarsi con le famiglie e i migranti fondato innanzitutto su un sincero affetto che la portava a farsi carico di situazioni difficili con professionalità e profonda passione”.

“Ricordarla in questi giorni – prosegue la presidente della cooperativa Madre Teresa – per noi ha significato fare memoria viva di questo patrimonio, ma anche affrontare insieme, il profondo dolore che abbiamo provato ed essere famiglia grazie allo straordinario dono che Emanuele Ferrari ci ha consegnato”.

Ferrari – docente e scrittore oltre che vicesindaco di Castelnovo ne’ Monti e assessore a scuola e servizi educativi, formazione professionale, giovani e cultura – ha condiviso in anteprima con soci e collaboratori di Madre Teresa il suo libro “19 piccoli disegni per fare casa”, raccolta di testi e, soprattutto, dei disegni creati insieme alla figlia Ester.

“Prima di questo libro – racconta Emanuele Ferrari – ci sono un papà e sua figlia che disegnano insieme e c’era una mamma che li guardava disegnare e sorrideva”. “Il 10 marzo – ricorda – io e mia figlia ci siamo ritrovati soli a condividere lo spazio domestico. Avevamo alcuni rituali familiari, preparavamo la moka, mettevamo su il caffè e dedicavamo un’ora dopo pranzo a disegnare. A fine mese avevamo accumulato già un bel po’ di disegni. Io facevo i miei, Ester creava i suoi e ogni tanto dava un occhio e aggiungeva qualche dettaglio qua e là. Disegnavamo da soli e insieme, senza porre alcun limite alla nostra immaginazione e creatività. Se capitava disegnavamo anche con le macchie di caffè e foglie di the”.

I disegni si accumulano nel corso dei giorni, e ad un certo punto il papà immagina una porta, poi tre finestre per piano, per un totale di sei piani. Una porta e 18 finestre: è così che nasce “19 piccoli disegni per fare casa”; dietro la porta e ogni finestra c’è un pensiero, un racconto, la poesia che percorre i pianerottoli, le immagini create durante il lockdown, quando Ester chiedeva al papà come mai nessuno li andasse più a trovare”.

“Disegnare con mia figlia – conclude Emanuele Ferrari – è sempre stato il nostro modo di stare insieme. A Jara piaceva guardarci, era il nostro piccolo rituale per sentirci a casa anche quando eravamo altrove. Ora, nei mesi in cui eravamo obbligati a stare in casa, questi disegni hanno permesso a una figlia e ad un marito di interiorizzare il dolore di una perdita, il tramite per raggiungere un mondo a cui non abbiamo accesso, l’Altrove”.

Il libro “19 piccoli disegni per fare casa” è disponibile presso la sede della Cooperativa sociale Madre Teresa, in via Kennedy 17.