Bus affollati? Seta: “Le resse sono apparenti”

L'ad Patrizi: "A occhio può sembrare, ma le norme anti covid sono rispettate"

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REGGIO EMILIA – Anche se a prima vista puo’ non sembrare, i mezzi di Seta a Reggio Emilia stanno circolando nel rispetto delle norme anticovid, in particolare quella della capienza massima all’80%. A rivendicarlo e’ stato ieri l’amministratore delegato dell’azienda di trasporto pubblico di Modena, Reggio e Piacenza, Francesco Patrizi, intervenuto nella riunione della commissione speciale “Coronavirus”, convocata nel municipio reggiano.

In replica alle numerose segnalazioni di presunte irregolarita’ pervenute all’azienda dai genitori degli studenti dall’avvio dell’anno scolastico, Patrizi spiega in premessa: “La massima capienza dei mezzi all’80% e’ stata decisa a livello centrale sulla base di una serie di parametri tecnici, tra cui il tempo di permanenza media sul bus e il ricircolo dell’aria, attraverso l’apertura delle parte a tutte le fermate”.

In merito alle lamentele sui viaggiatori in piedi, invece, il dirigente sottolinea che “sempre la capienza massima e’ calcolata sulla base dei posti indicati nel libretto di circolazione che, soprattutto per i mezzi urbani (quelli utilizzati dagli studenti) prevede espressamente sia posti in piedi che a sedere”. Infine va considerato, dice ancora Patrizi, “che su un autobus di 12 metri possono quindi viaggiare 60-65 persone e 100 su un mezzo da 18 metri, che a colpo d’occhio possono sembrare assembrate. Ma le norme sono rispettate”. Su 20 mezzi sono poi installati dei contapersone a sensori ed e’ attivo un progetto con Unimore per monitorare “l’affollamento dei bus” tramite le telecamere di videosorveglianza gia’ installate.

Sul fronte dei dispositivi di sicurezza anticovid, viene comunicato, “e’ in via di completamento l’installazione dei dispenser di gel sui mezzi e delle paratie divisiorie della cabina di guida sui mezzi che ne erano sprovvisti, dove per questo la salita dalla porta anteriore era vietata”. Capitolo a parte poi quello del trasporto scolastico i cui orari rischiano ora di cambiare nuovamente per l’introduzione della didattica a distanza, che entra in vigore domani.

“Seta ha cercato di adottare soluzioni flessibili in accordo con i dirigenti scolastici – dice Patrizi – basti pensare che un’azienda come la nostra cambia gli orari in media due volte l’anno. Da quando e’ iniziata la scuola lo abbiamo fatto circa 15 volte”. Del resto, nonostante il trasporto pubblico abbia continuato a lavorare in questi mesi (e anzi le corse principali sono state potenziate utilizzando anche mezzi privati), la pandemia non e’ stata indolore per l’azienda.

“Considerando anche i mesi del lockdown di primavera – prosegue Patrizi – abbiamo in media un calo delle vendite degli abbonamenti annuali del 40% rispetto all’anno scorso”. Tra i pochi dati positivi invece, quello della crescita degli utenti che hanno deciso di rinnovare o acquistare un abbonamento in via digitale (passati dal 14% dell’anno scorso al 48% del 2020) scongiurando cosi’ le code agli sportelli inopportune a livello sanitario.

Patrizi conferma infine il piano degli investimenti contenuto nell’ultimo piano industriale di Seta, valido per il prossimo quinquennio. L’obiettivo e’ dimezzare nei prossimi tre anni l’eta’ media di tutti i mezzi della flotta aziendale, che si attesta sui 12 anni di eta’ per i bus urbani e 13 anni e mezzo per quelli extraurbani. Con risorse statali provenienti da diversi canali, in particolare da quelle per la mobilita’ sostenibile, e’ previsto l’acquisto di 10 minibu’, sette mezzi elettrici, quattro bus da 18 metri e tre da 14,5 metri.

Per Reggio Emilia si prevede anche la realizzazione di un nuovo di rifornimento a metano nella sede di via del Chionso, che potrebbe essere alimentato anche con combustibili non fossili e dedicato ai mezzi extraurbani che saranno convertiti da diesel a lng (gas naturale liqufatto).

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