Scuola, il 14 settembre la prova del fuoco per 23mila studenti foto

Sugli istituti superiori interventi anti Covid per 2,1 milioni di euro

REGGIO EMILIA – E’ una prova del fuoco che le scuole superiori reggiane contano di superare, quella della riapertura del 14 settembre nel rispetto delle misure anticovid. Dopo mesi di assenza forzata ritornano sui banchi 22.800 studenti suddivisi in 979 classi (20 in piu’ rispetto all’anno scorso) di 21 istituti comprensivi, ed e’ pensando alla loro sicurezza che la Provincia di Reggio Emilia – che ha competenza sulle scuole secondarie – ha concertato con i dirigenti scolastici la ripartenza.

Gli interventi, per un totale di 2,1 milioni di investimenti da parte dell’ente, riguardano gli edifici di tutto il territorio, interessati da lavori di “edilizia leggera” per aumentare la capienza delle aule e garantire il distanziamento, l’affitto per alcune scuole di spazi esterni dedicati alla didattica e la connettivita’. In dettaglio, il riassetto edilizio degli spazi cuba circa 1,6 milioni, mentre affitti e traslochi incidono sulla spesa per 183.000 euro. Una voce curiosa dei costi riguarda poi le spese di facchinaggio: 42.000 euro per rimuovere dalle scuole tutti gli arredi ingombranti e inutili (ma non quelli dei laboratori, ndr) di ostacolo al rispetto della distanza minima di sicurezza tra gli studenti.

A favore delle scuole, che nella loro autonomia possono chiedere risorse aggiuntive al ministero dell’Istruzione, la Provincia ha rifinanziato il fondo unico da 200.000 euro riservato agli istituti, introducendo come novita’ la possibilita’ di utilizzare il 60% dei contributi per l’acquisto di arredi scolastici. Per l’attivita’ sportiva, invece, al piano palestre da 420.000 euro si aggiungono quest’anno le convenzioni con i Comuni per l’utilizzo di impianti “outdoor”, per un totale di 66.500 euro.

Infine, nelle more del piano regionale sulla banda larga negli edifici pubblici, la Provincia reggiana ha chiesto un potenziamento della connessione minima, tramite Adsl, ad oggi presente nelle scuole. Buone notizie, annuncia la vice presidente della Provincia con delega all’Istruzione Ilenia Malavasi, arrivano per uno dei nodi piu’ intricati: quello del trasporto pubblico. La Regione, infatti, coprira’ i costi per la percorrenza di circa 500.000 chilometri annuali in piu’, che consentiranno con piu’ corse di “alleggerire la pressione” sulle tratte maggiormente frequentate dagli studenti, dove c’era il rischio di sovraffollamento sui mezzi.

Con questo intervento, inoltre, non e’ stato necessario scaglionare gli orari di ingresso e uscita da scuola degli studenti. Che pero’ non andranno in classe passando tutti dalla stessa porta. Nelle scuole sono stati infatti individuati diversi ingressi – all’istituto Nobili, in citta’, se ne contano 15 – funzionali ad evitare assembramenti al suono della campanella. La ricreazione, e’ previsto, si fara’ in aula restando seduti a mangiare sul banco.

Sul fronte sanitario, spiega Fausto Fiorani, preside dell’istituto Gobetti di Scandiano e portavoce del coordinamento dei dirigenti scolastici “c’e’ stata una buona risposta da parte dei docenti, che hanno deciso di sottoporsi al test per il coronavirus”. Il dato aggiornato a qualche giorno fa e’ di 6.000 su 9.000 e si stima un’adesione del 90% del personale. Insomma, commenta il presidente della Provincia Giorgio Zanni, “riportiamo gli studenti a scuola in presenza e alle condizioni di sicurezza che ci eravamo prefissati”.

In un periodo “che e’ ancora di pandemia – aggiunge Zanni – il messaggio che bisogna dare non e’ quello della paura che blocca, ma della consapevolezza”. Oltre agli interventi specifici varati per la ripresa delle lezioni, le opere di edilizia scolastica ad oggi in corso finanziate dalla Provincia valgono in tutto 28 milioni (fonte Dire).