Migranti, accoglienza prorogata fino al 31 dicembre

Servizio riassegnato alle coop sociali nelle more del nuovo bando di gara

REGGIO EMILIA – “È necessario garantire l’accoglienza dei migranti in quanto servizio di primario interesse pubblico, stante l’imprescindibile necessita’ di assicurare l’ordine pubblico sul territorio che verrebbe compromesso dove non venisse garantita la continuita’ del servizio a favore dei richiedenti asilo”.

E’ la motivazione con il prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli – in due decreti firmati lo scorso 27 agosto – ha autorizzato la proroga straordinaria del servizio (scaduto ieri) fino al 31 dicembre 2020. Le attivita’ sul territorio rivolte a 1.600 migranti continuano quindi ad essere gestite dalle cooperative sociali Ovile e Dimora di Abramo nelle more della conclusione del nuovo bando per l’accoglienza, del valore di 53 milioni in due anni, che la stessa Prefettura ha emesso a inizio agosto.

Nella gara i costi per il mantenimento giornaliero di ogni straniero accolto sono stati rivisti al rialzo rispetto a quelli indicati nelle precedenti tabelle ministeriali, in virtu’ di una circolare del Dipartimento per le Liberta’ civili e l’immigrazione, del 4 febbraio scorso, che ha previsto la necessita’ di “rimodulare i bandi che in prima pubblicazione hanno riscontrato la totale assenza di offerte”. Esattamente la situazione riscontrata a Reggio, dove le coop sociali che hanno storicamente attuato i percorsi di ospitalita’ hanno disertato le “reiterate e diversificate procedure di gara bandite nell’anno 2019”, giudicandone i costi insostenibili.

A confermarlo anche un’indagine di mercato commissionata dalla stessa Prefettura, che ha individuato “tra le cause da imputare alla mancata risposta del mercato l’incongruenza dei costi medi di riferimento del bando di gara del ministero dell’Interno rispetto ai prezzi del mercato locale”. Nel nuovo bando sono compresi anche i costi aggiuntivi da sostenere per i dispositivi individuali e per l’igiene personale ed ambientale connessi alla epidemia da covid 19. La firma di un accordo quadro con l’eventuale soggetto aggiudicatario era stata prevista il primo novembre.