Intervista ad Alberto Mami, nuovo direttore regionale di Compagnia delle Opere

Il nuovo coordinatore che subentra a Francesco Montanari: “A mio modo di vedere il vero tema è quello suggerito dal nostro presidente Guido Bardelli al termine del meeting di Rimini: rilanciare il tema delle domande giuste come metodo per non rimanere imbrigliati nella paura”

REGGIO EMILIA – Alberto Mami, classe 1988, è il nuovo direttore regionale della Compagnia delle Opere, subentra a Francesco Montanari al quale vanno i più sinceri ringraziamenti da parte di tutta l’associazione. Il nuovo direttore, in questi giorni impegnato in un tour per conoscere dirigenti ed imprenditori associati, vanta una grande esperienza nel campo della comunicazione e del marketing grazie a due attività lavorative altamente formanti: prima in Ducati e poi in Teddy Group. L’abbiamo incontrato, insieme al direttore della territoriale emiliana Mario Lucenti, per conoscerlo meglio e per presentarvelo.

Buongiorno Alberto, quale sarà l’elemento differenziate della tua direzione di Cdo Emilia-Romagna?
Il mio background è segnato dall’esperienza in grandi multinazionali tra cui Ducati e il gruppo Teddy. Entrambe le esperienze mi hanno formato ad avere una sensibilità spiccata nei confronti del cliente, elemento fondamentale da considerare nelle decisioni strategiche delle nostre aziende. Rispondere alle esigenze del cliente, nel mio caso gli associati, come elemento cardine dell’impostazione del lavoro futuro sarà inevitabile. Inoltre, mi sento di dire che il mio osservatorio privilegiato mi porterà a dedicare molto tempo al collegamenti tra soci e alla creazione di sinergie vincenti, perché questo è il centro di ogni associazione.

Su quali temi cercherai di portare l’attenzione?
A mio modo di vedere il vero tema è quello suggerito dal nostro presidente Guido Bardelli nell’ultima lettera che ci ha scritto: ‘Rilanciare il tema delle domande giuste come metodo per non rimanere imbrigliati nella paura, nelle iper semplificazioni della realtà e nel perenne rischio di delegare indirettamente ad altri le proprie responsabilità’. In queste prime settimane, incontrando alcuni imprenditori, mi sono accorto della rilevanza di questo metodo suggerito da Bardelli come punto di partenza concreto per affrontare le sfide che ci aspettano nei mesi a venire. Ho conosciuto imprenditori che hanno riorganizzato le proprie aziende in tempi record partendo da provocazioni nate durante momenti di vita associativa. Questo è ciò che mi affascina, la nostra impresa privata ha dato prova di saper rispondere con forza alle avversità della storia, chiaro che serve consapevolezza e molta lucidità.

Perché è importante sentirsi parte di associazioni come CDO o come tante altre realtà simili alla Compagnia delle Opere?
Credo che di fronte a tutta questa incertezza una compagnia tra imprenditori e professionisti, legata da una comune volontà di accompagnarsi testimoniandosi a vicenda la strada migliore da intraprendere sia una delle chiavi per affrontare gli anni a venire. Non riesco ad immaginarmi una possibilità diversa. Inoltre, credo molto nella forza dei corpi intermedi come possibilità di soluzioni pertinenti attraverso un dialogo con le istituzioni.

In ultimo, come giudichi questi primi giorni in associazione?
Il clima è meraviglioso, mi sono messo in macchina e ho attraversato la regione per andare a bussare alla porta di chi vive CDO, ho conosciuto persone stupende e visitato aziende che rappresentano una vera e propria eccellenza. Ringrazio Paolo Preti della Meta di San Felice e tutti gli altri imprenditori che mi hanno aperto la porta per parlarmi delle loro esigenze e per mostrarmi le loro sale di lavorazione. Inoltre vorrei ringraziare Alessandro Bracci, Carlo Battistini e Gianluca Velez che mi stanno dedicando tantissimo tempo e, proprio grazie a loro, sto raccogliendo moltissimi spunti e tantissimi dati utili a sviluppare ciò che abbiamo in mente. Siamo pronti ad affrontare insieme ogni cambiamento.