Inchiesta su appalti “pilotati”, indagato anche il capo della Municipale

A Stefano Poma viene contestato il reato di "turbata libertà degli incanti" perché nel 2016 era nella commissione deputata a valutare le offerte relative al servizio di rimozione dalle strade dei veicoli incidentati

REGGIO EMILIA – C’è anche Stefano Poma, attuale comandante della Polizia locale, tra i dirigenti del Comune di Reggio Emilia indagati nell’inchiesta sui presunti casi di corruzione e di appalti pubblici “pilotati”, che vede coinvolti 26 tra funzionari, consulenti, ed esponenti delle società partecipate dell’amministrazione. A Poma viene contestato il reato di “turbata libertà degli incanti” perché nel 2016 era nella commissione deputata a valutare le offerte relative al servizio di rimozione dalle strade dei veicoli incidentati.

Ad aggiudicarsi l’appalto fu il consorzio Cisa Ecologia, e questo sarebbe avvenuto anche grazie all’aiuto di Poma che (insieme ad altri commissari) modificò il suo “voto” (“cancellando e sovrascrivendo valori differenti” si legge nell’avviso di fine indagini), aumentando in particolare il punteggio di Cisa e abbassando quella dell’altra ditta concorrente.

Altro nome destinato a far rumore è quello di Nando Rinaldi, attuale presidente dell’Istituzione nidi e scuole di Infanzia del Comune che sempre quattro anni fa, quando era funzionario nella società, avrebbe agito per escludere dalla gestione della scuola “Maramotti” un candidato scomodo, confermando il servizio alla coop Panta Rei che si occupava della struttura fin dal 2008. La procedura sarebbe stata falsata insieme al direttore dell’Istituzione Paola Cagliari, anche lei indagata.

Nelle carte della Procura di Reggio compare anche l’ex assessore Mirko Tutino, (rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio l’accusa nei suoi confronti) che in sostanza avrrbbe spifferato ad amici e stampa il nome del vincitore di un maxiappalto da 25 milioni prima che le buste fossero aperte. Raffaele Leoni, attuale presidente di Asp, avrebbe inserito invece nei verbali delle sedute della commissione che valutava i candidati per la scelta del suo direttore la presenza di commissari che fisicamente non c’erano (il reato è falsità ideologica).

Per quanto riguarda i dirigenti comunali, hanno ricevuto l’avviso di fine indagini Roberto Montagnani e Lorenza Benedetti (tuttora in servizio) e gli ex dirigenti Alessandro Meggiato, ora in Regione e Santo Gnoni, da poco andato in pensione e su cui, oltre ad una causa di lavoro con il Comune, pende anche tra le altre accuse quella di corruzione.

Risultano indagati anche gli avvocati Paolo Coli, Matteo Fortelli, e Roberta Ugolotti, avvocati che hanno ricevuto incarichi dal Comune e i fratelli titolari di una carrozzeria Lorenzo e Vincenzo Corradini. Questi ultimi, che vantavano verso piazza Prampolini 2,7 milioni di crediti per spese di custodia di veicoli, chiusero la questione chiedendo di far vincere l’appalto sulla rimozione delle macchine coinvolte in incidenti al consorzio di cui facevano parte. Tra gli altri indagati, infine Daniela Agosti, Anna Messina, Valeria Sborlino, Anna Maria Mazzocchi, Tiziana Tondelli, Stefano Vaccari, Ivana Ceccardi, Giuseppe Altieri, Alessandro Lucci, Luigi Severi, Ermes Ruozzi, e Maria Marzi (fonte Dire).