Il vescovo sfida il Covid: “Fedeli, tornate a messa”

Camisasca: "In molti non partecipano più. Bisogna superare ingiuste paure"

REGGIO EMILIA – “La dimensione fisica, materiale e comunitaria della realta’ ecclesiale non puo’ essere mai dimenticata o sminuita, pena la perdita della logica sacramentale che governa la Chiesa”. Lo afferma il vescovo Massimo Camisasca che nonostante il covid in ripresa (ieri 30 nuovi casi in provincia, il dato piu’ alto da cinque mesi, ndr), invita i fedeli a tornare nelle chiese per la messa.

Nell’omelia di inaugurazione dell’anno pastorale tenuta oggi nella basilica della Ghiara, Camisasca ricorda tutti gli interventi fatti nei mesi piu’ acuti della pandemia e del lockdown come “le omelie domenicali trasmesse dalla televisione” e ricorda “l’enorme sforzo fatto dalla nostra Diocesi per coniugare l’ottemperanza alle giuste richieste di igiene e distanziamento con il servizio alla fede, anche e soprattutto attraverso la celebrazione dei sacramenti, in particolare dell’Eucarestia”.

Ma ora, dice Camisasca, “non possiamo essere tranquilli: un buon numero di persone non sono tornate alla messa domenicale dopo la riapertura delle celebrazioni in presenza. Ne’ possiamo accontentarci di preghiere domestiche, sostitutive della celebrazione eucaristica”. Con cio’, precisa il vescovo, “non voglio sminuire, ne’ dimenticare il bene di tante iniziative nate dalla creativita’ cristiana durante il tempo del lockdown, ma, il cristianesimo e’ per sua natura comunitario”.

Insomma, “non dobbiamo mai stancarci di radunare il nostro popolo nell’esperienza comunitaria della fede: sulla terra, senza fisicita’ non ci puo’ essere gioia”. Per questo, conclude Camisasca, “vi invito percio’ a superare ogni ingiusta paura e a stimolare i vostri fedeli alla partecipazione fisica alla messa domenicale”.