Ferrarini Spa, ecco la nuova proposta di concordato

La promessa è quella di mantenere l'occupazione e di costruire un nuovo stabilimento, mentre la famiglia Ferrarini è pronta a cedere tutte le quote. Nel piano interviene anche Amco che entrerebbe nella nuova società con il 20 per cento di quote

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Ferrarini S.p.A., dopo aver depositato il 2 maggio il ricorso di pre-concordato, ha depositato ieri alle 21.30, al Tribunale di Reggio Emilia, la nuova proposta di concordato ex artt. 160 e ss. l.fall. La promessa è quella di mantenere l’occupazione e di costruire un nuovo stabilimento, mentre la famiglia Ferrarini è pronta a cedere tutte le quote. Nel piano interviene anche Amco, la società del ministero dell’Economia che ha in pancia rilevanti crediti vantati verso il gruppo di Rivaltella, che entrerebbe nella nuova società con il 20 per cento di quote.

E’ questa la risposta dei Ferrarini alla proposta di concordato presentata dal gruppo Bonterre-Grandi Salumifici Italiani insieme a Opas, la più grande organizzazione italiana di allevatori di suini, ad Hp srl, società partecipata da consorzi agrari e bonifiche ferraresi, e alle banche Intesa Sanpaolo e Unicredit. Ma a differenza di quella la nuova proposta concordataria promettere il rimborso integrale di crediti privilegiati e in prededuzione, e il 33% della massa dei chirografari.

Scrive infatti l’azienda: “Il piano assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, salvaguarda i livelli occupazionali, evita ricadute negative sull’indotto e soddisfa i creditori privilegiati ed in prededuzione integralmente e i creditori chirografari al 33% – differenziati attraverso la formazione di classi – percentuale che, attestata, rende inammissibile la proposizione di concordati concorrenti”.

Rilancio Industrie Agroalimentari S.r.l., società neocostituita e partecipata da Pini Italia S.r.l., il maggiore operatore in Italia e uno dei principali a livello europeo nel settore della trasformazione di suini, insieme ad Amco, quale partner finanziario, deterrà con l’omologazione l’intero capitale di Ferrarini S.p.A..

Continua Ferrarini: “Rilancio Industrie Agroalimentari si occuperà della gestione in continuità con il passato, potendo disporre del know-how di produzione e delle consolidate relazioni sia con la Grande distribuzione organizzata, sia con la rete distributiva rivolta alle vendite al dettaglio. Sarebbe inutilmente rischioso introdurre fattori aleatori ed intervenire sull’attuale struttura aziendale, già risanata da tempo grazie al tempestivo supporto indiretto del Gruppo Pini, come dimostrano i risultati ottenuti nel recente passato ed in linea con le migliori performance dei concorrenti”.

Il Gruppo Pini metterà poi a disposizione la propria rete commerciale nel mondo (la medesima che consentirà presto al Gruppo di superare i due miliardi di euro di fatturato), consentendo a Ferrarini di aumentare in modo esponenziale il raggio di azione all’estero e di promuovere il “Made in Italy”.

Continua l’azienda: “Nel futuro, quindi, non mancheranno i presupposti per mantenere e, anzi, incrementare i livelli occupazionali, come è sempre avvenuto nelle importanti iniziative in Italia del Gruppo Pini, che da anni investe sul territorio nazionale rilanciando, con successo, imprese in difficoltà, senza aver mai delocalizzato all’estero le attività. Verrà così realizzato un nuovo moderno ed efficiente cottificio che sostituirà quello di Rivaltella, ma che sarà certamente ubicato nel territorio reggiano, possibilmente in prossimità di quello attuale. Il gruppo di società partecipate da Pini Holding – operando nel settore a monte della filiera non ha propri impianti – creerà pertanto una nuova realtà produttiva con la forza lavoro esistente, già specializzata; il piano prevede che lo stabilimento in Polonia di Ferrarini sarà venduto dagli organi della procedura ed ogni produzione verrà trasferita in Italia”.

Amco, in linea con la sua mission aziendale, supporterà un progetto industriale meritevole di tutela. Metterà a disposizione nuova finanza ed entrerà nel capitale del veicolo di investimento (Rilancio Industrie Agroalimentari S.r.l.) con una quota del 20% sostituendo con azioni i crediti vantati da Amco verso le società lussemburghesi azioniste di Ferrarini S.p.A. rispetto ai quali il gruppo Pini si è reso coobbligato. Amco potrà designare componenti degli organi societari e responsabili di funzioni di controllo, agendo come partner strategico nel turnaround.

Conclude Ferrarini: “La struttura aziendale ne uscirà molto rafforzata: alle competenze ed esperienze di oggi, mantenute grazie alla collaborazione garantita dalla famiglia Ferrarini, si sommeranno quelle industriali del Gruppo Pini e la solidità finanziaria di Amco”.

Più informazioni su