Comune, lavori Compagnoni-Fenulli: causa in appello

L'ente prosegue il contenzioso con l'azienda Lcc per il risarcimento danni

REGGIO EMILIA – Si sposta in Corte d’Appello il contenzioso tra il Comune di Reggio Emilia e l’azienda di costruzioni Lcc, con cui nel 2010 era stata stipulata una convenzione per la realizzazione dei lavori di riqualificazione urbana – secondo, terzo e quarto stralcio – del “Compagnoni Fenulli”, il piu’ grande comparto di edilizia popolare della citta’. A dicembre del 2014 pero’, in qualita’ di stazione appaltante, l’amministrazione aveva deciso di rescindere il contratto d’appalto, a causa del “grave ritardo” nei lavori eseguiti e della “unilaterale ed ingiustificata interruzione dell’attivita’ di cantiere da parte dell’impresa appaltatrice”.

Nel 2015 la Lcc aveva fatto ricorso al Tribunale ordinario di Reggio Emilia, lamentando a sua volta di non aver ricevuto i compensi che a suo dire le spettavano. L’azienda, in particolare, aveva specificato che appalto era “a corpo” e prevedeva la determinazione parziale del corrispettivo in immobili. A fronte di opere da eseguirsi per un valore pari a 10,8 milioni, l’appaltatrice avrebbe ricevuto, come corrispettivo, in parte beni immobili (aree) del valore stimato di 6,4 milioni e la differenza in moneta liquida. Fino a quel momento (agosto del 2014) l’azienda aveva realizzato opere per un valore pari a 5,9 milioni ottenendo in controvalore un lotto da 700.000 euro e tre milioni e mezzo in contanti.

Nella sentenza di primo grado, arrivata il 21 luglio scorso, il Tribunale reggiano ha respinto il ricorso dell’azienda, ma ha accolto solo in parte la richiesta di risarcimento danni avanzata dal Comune, ritenuta non corrispondente a quanto effettivamente patito. La scorsa settimana la giunta comunale, sulla base della richiesta fatta dai servizi Finanziario e Infrastrutture e all’uffico Legale, ha quindi autorizzato a proseguire la causa innanzi alla Corte di Appello competente, “in quanto l’ente risulta essere nella condizione di dimostrare una maggiore quantificazione del danno riconosciuto in primo grado”.