Biogas, lo stop del Tar non ferma i comitati

Codeluppi: "Sconfitta amministrativa, ma i nodi ambientali restano"

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REGGIO EMILIA – “Una sentenza di Tribunale non rende un impianto ecologico, sostenibile e coerente con l’economia circolare. E’ chiaro che abbiamo perso, ma non ci fermiamo perche’ la sconfitta e’ amministrativa, ma dal punto di vista ambientale andiamo avanti”.

Lo afferma Emiliano Codeluppi, rappresentante del comitato “no biogas” di Reggio Emilia nell’incontro sull’impianto Iren di Gavassa convocato oggi in piazza Prampolini dagli attivisti di “Friday for future”. Al centro della manifestazione – presenti circa una trentina di persone esponenti dei comitati ambientalisti reggiani – la sentenza del Tar di Parma pubblicata nei giorni scorsi che ha respinto l’articolato ricorso avanzato dagli ambientalisti sull’iter autorizzativo dell’opera che, accolto in prima battuta, non e’ riuscito a superare l’esame della discussione nel merito del collegio giudicante.

“Il nostro ricorso in dieci punti- prosegue Codeluppi- e’ di 40 pagine, la sentenza di 30. La stiamo ancora approfondendo con i nostri avvocati e valutando, con l’aiuto di altri avvocati di livello nazionale, le eventuali nuove iniziative legali da intraprendere”. L’esito sfavorevole del ricorso era atteso? “Non ci strappiamo i capelli- continua Codeluppi- perche’ da un certo punto di vista non c’e’ nulla di nuovo, anche se restano diversi dubbi su cui nelle prossime settimane renderemo note delle analisi puntuali”.

L’amaro in bocca resta ai comitati soprattutto per il “nodo partecipativo” e proprio da qui intendono ripartire. “Nel percorso che abbiamo costruito negli ultimi tre anni – e’ ancora Codeluppi a parlare – abbiamo cercato un dialogo quanto piu’ allargato a tutti: azienda, politica, associazioni e cittadini.

Abbiamo chiesto partecipazione e coinvolgimento, ricevendo solo rifiuti, dinieghi, mutismi e perplessita’. E solo a quel punto ci siamo rivolti alla giustizia”. Ora “e’ andata come e’ andata, ma rimane in questa citta’ un dato emblematico: c’e’ un impianto da oltre 50 milioni di cui non si puo’ parlare, un tabu’, un dogma intoccabile di Iren. La politica e’ schienata e le amministrazioni locali sono meri ‘notai’ che ratificano le decisioni dell’azienda. E questo non si spiega nella dinamica civica e civile di Reggio”.

Una “narrazione che, con intenti non polemici o vendicativi, vogliamo riprendere per intavolare pacificamente un nuovo e sano dialogo, che manca da troppo tempo, e che crediamo rappresenti un problema per tutti”, conclude Codeluppi.

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