Biogas, i Comitati: “Priolo sembra l’assessore di Iren”

Gli ecologisti reggiani: "Fa dichiarazioni maldestre e sbagliate"

REGGIO EMILIA – Archiviato il contenzioso legale (con il ricorso degli ambientalisti respinto dal Tar) diventa tutto politico lo scontro sul nuovo impianto di Reggio Emilia, previsto da Iren nell’area di Gavassa per produrre biogas da rifiuti organici e sfalci verdi. Nel mirino dei comitati reggiani finiscono infatti alcune dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, pubblicate sul sito dell’Arpae regionale.

Commentando la sentenza amministrativa pubblicata il 2 settembre, Priolo afferma tra l’altro: “Con la sua realizzazione (dell’impianto, ndr) potremo rispettare in modo virtuoso la gerarchia delle priorita’ e il principio dell’economia circolare di matrice comunitaria che individuano nel riciclaggio, inteso come recupero della materia, la forma di gestione prioritaria per valorizzare i rifiuti come risorsa”.

Inoltre, “la produzione di biometano da una fonte rinnovabile portera’ a una riduzione dell’emissione di gas serra sostituendo carburanti e combustibili di origine fossile e contribuendo alla politica della low carbon economy”. Parole subito messe sotto accusa dagli ecologisti, che hanno organizzato per venerdi’ prossimo una nuova assemblea pubblica in piazza Prampolini, dove riorganizzare le forze contro il progetto della multiutiliy. “Avete presente quando si dice cornuti e mazziati? Ecco. L’assessore regionale alla ‘devastazione ambientale, Irene Priolo, rilascia commenti che sembrano quelli di un commerciale di Iren”.

E ancora, per i detrattori della cosidetta centrale “Forsu”, nello specifico, le affermazioni dell’assessore “sono la clamorosa negazione della direttiva europea sull’economia circolare (che afferma esattamente il contrario, sulla gerarchia delle priorita’) e sono pure maldestramente infondate sul piano scientifico (la presunta riduzione di emissioni)”. Dichiarazioni, aggiungono i comitati pro ambiente, “che sono un delirio di onnipotenza: adesso sembra che quel progetto sia una precisa volonta’ della Regione, quando non solo non e’ vero, ma non e’ vero nemmeno sotto il profilo della pianificazione regionale sui rifiuti”.

Insomma, “se Iren potesse esprimere un assessore nella giunta di Bonaccini, non avrebbe saputo trovare di meglio”. Sullo sfondo delle schermaglie resta la sentenza del Tar di Parma che ha confermato la piena legittimita’ dell’autorizzazione rilasciata dalle amministrazioni pubbliche competenti in favore di Iren, per la la realizzazione dell’impianto di “digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti con successiva raffinazione del biogas a biometano a Gavassa”. Riscontrando nello specifico “l’infondatezza e la pretestuosita’ delle censure dei ricorrenti sulla localizzazione dell’impianto” e rilevando “l’inconsistenza di criticita’ relative all’impatto dell’impianto sulle matrici ambientali”.