Arrestato a Boretto un ricercato per omicidio in Pakistan

E' un uomo di 37 anni che sarà estradato: nel 2019 fu arrestato per violenze in famiglia

BORETTO (Reggio Emilia) – Fuggito dal Pakistan dove nel 2007 ha ucciso (con altri tre complici) a colpi d’arma da fuoco un connazionale con cui aveva litigato per una casa, finisce in manette nella Bassa reggiana. Si tratta di un uomo di 37 anni, ricercato internazionale, arrestato ieri a Boretto dai carabinieri della stazione locale. Il pakistano e’ stato raggiunto dai militari nella sua abitazione, dove era agli arresti domiciliari per gravi maltrattamenti in famiglia verso moglie e figli e violenza sessuale nei confronti della consorte.

Sullo straniero pendeva un mandato di cattura per omicidio emesso nel 2010 e le ricerche nei suoi confronti erano state estese in ambito internazionale su disposizione dell’Interpol di Islamabad. Dopo il grave fatto di sangue, l’uomo era fuggito dal Pakistan trovando rifugio in Italia nel 2008. Qui ha confermato la sua indole violenta tanto da essere arrestato il 15 febbraio del 2019, con il fratello e un cugino, per il reato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

Questa seconda vicenda e’ stata portata alla luce dai carabinieri di Guastalla, in un contesto di assoluta omerta’ per la paura delle vittime a denunciare i soprusi. L’arrestato, insieme al fratello 48enne e a un loro cugino 50enne, che con i rispettivi nuclei familiari vivevano nello stesso immobile, erano finiti in carcere con le pesanti accuse di concorso in maltrattamenti continuati e aggravati ai danni delle rispettive tre mogli e dei loro figli minori (una decina).

Il Gip del Tribunale di Reggio Emilia accogliendo le richieste della Procura reggiana (concorde con le risultanze investigative dei Carabinieri di Guastalla) aveva emesso a carico dei tre pakistani un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi tramutata per il 37enne in arresti domiciliari. Le violenze su mogli e figli erano frequenti e brutali: i tre si lasciavano andare ad eccessi d’ira, lesinavano i medicinali, urlavano per un nonnulla, colpivano anche piu’ volte al giorno i figli con schiaffi e le mogli con pugni alla testa usando anche sedie, scarpe, bastoni ed altri oggetti contundenti.

La moglie del ricercato subiva anche rapporti sessuali non consenzienti. L’indagine dell’epoca prese il via da una segnalazione giunta ai Carabinieri dai Servizi sociali. Dal tardo pomeriggio di ieri il 37enne pakistano si trova in carcere a Reggio Emilia, in attesa di essere estradato e consegnato alle autorita’ di Polizia del Pakistan.