Appello bis Aemilia, chiesti quattro anni per Pagliani

L'imputato legge in aula i suoi interventi pro interdittive antimafia

REGGIO EMILIA – Il pubblico ministero Beatrice Ronchi ha confermato la richiesta di pena a quattro anni per Giuseppe Pagliani, nel secondo processo d’appello che vede imputato con rito abbreviato l’ex consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Emilia, in relazione all’inchiesta Aemilia contro la ‘ndrangheta. Pagliani, arrestato nel 2015, in primo grado era stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e poi condannato a quattro anni nel primo giudizio di appello.

Sentenza successivamente annullata dalla Corte di Cassazione, che ha chiesto per l’ex politico (e altre cinque persone) un nuovo processo di secondo grado. Ad Alessandro Sivelli, difensore di Pagliani che oggi ha parlato per circa due ore, l’intervento del pubblico ministero e’ apparso “piu’ teso a difendere le indagini che ad affermare con convinzione la responsabilita’ dell’imputato”, poiche’ in sostanza diretto a “smontare” l’attendibilita’ degli otto testimoni schierati dal collegio difensivo che sono sfilati in questi mesi davanti alla Corte, tra cui l’avvocato reggiano Liborio Cataliotti e l’ex parlamentare del Pdl Edmondo Berselli.

Lo stesso Pagliani – a cui si contesta di aver partecipato alla cena del 21 marzo 2012 al ristorante “Antichi sapori” di Pasquale Brescia, convocata dai clan per organizzare la controffensiva alle interdittive antimafia- ha reso dichiarazioni spontanee per 40 minuti, leggendo in aula tutti i suoi interventi politici a favore della legalita’ e dei provvedimenti spiccati dall’allora prefetto di Reggio Antonella De Miro. Cosa che, a suo dire, renderebbe improbabili i suoi presunti rapporti di collaborazione con i membri della cosca. “Siamo fiduciosi che la verita’ dei fatti stia emergendo”, aggiunge Sivelli. La prossima udienza del processo, quando a parlare sara’ l’altro difensore di Pagliani, l’avvocato romano Roberto Borgogno, e’ fissata per il 23 dicembre prossimo (Fonte Dire).