“Appalti su misura”, chi sono i dirigenti indagati e di cosa sono accusati

Ci sono un ex assessore, sei dirigenti comunali di alto livello, il presidente di Asp, l'azienda di servizi per anziani e il presidente dell'Istituzione scuole e nidi dell'infanzia

REGGIO EMILIA – Un ex assessore, sei dirigenti comunali di alto livello, il presidente di Asp, l’azienda di servizi per anziani e il presidente dell’Istituzione scuole e nidi dell’infanzia. Sono queste le figure di alto livello dell’amministrazione Vecchi e delle partecipate del Comune di Reggio Emilia che sono, a vario titolo, accusate di corruzione, turbativa d’asta, falsità in atto pubblico e rivelazione di segreti d’ufficio a cui la procura di Reggio Emilia ha notificato in queste ore l’avviso di chiusura indagini, insieme ad altre 17 persone, per presunti reati che sarebbero stati compiuti fra il 2015 e il 2017.

L’ex assessore, indagato per rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, è Mirko Tutino che aveva la delega alle Infrastrutture, all’ambiente e alla mobilità. E’ accusato di avere diffuso notizie riservate mentre era ancora in corso lo svolgimento della gara per l’affidamento di importanti servizi pubblici, dalla gestione delle soste a pagamento al controllo delle zone Ztl al servizio di bike-sharing. La gara è poi stata vinta dal consorzio Tea controllato all’88% dalla società Til srl, a sua volta in mano all’azienda pubblica di trasporti Act. Ben 25 milioni di euro per un contratto fiume dal 2016 al 2024, che sollevò perplessità anche da parte dell’Anticorruzione: secondo la guardia di Finanza era cucito su misura per la Tea.

Si passa poi all’ex responsabile dell’Ufficio Legale del Comune Santo Gnoni (a cui vengono contestati istigazione alla corruzione, falsità ideologica, turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio) e al dirigente dell’ufficio appalti e contratti Roberto Montagnani (indagato per turbata libertà degli incanti), che è ancora oggi in servizio col medesimo incarico.

L’avvocato Gnoni era anche membro della commissione tributaria provinciale. In questa veste, secondo l’accusa, avrebbe sollecitato la dazione di 15mila euro per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio, accogliendo il ricorso di un imprenditore avverso l’avviso di accertamento notificato dalla Agenzia delle entrate.

Tornando ai bandi di gara comunali, invece, avrebbe alterato, insieme all’altro dirigente Montagnani, secondo l’accusa, l’affido di servizi legali del Comune a due professionisti già consulenti dell’Ente (anch’essi indagati) per un valore complessivo di 60mila euro. Per questa vicenda è indagato anche il membro della commissione di gara, l’avvocato Paolo Coli (indagato per turbata libertà degli incanti).

Un’altra accusa per Gnoni è relativa alla gara di affidamento del servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo del Comune, per un valore di 300 mila euro. Secondo gli inquirenti Gnoni avrebbe indebitamente ottenuto dall’impresa aggiudicataria (Union Brokers srl) una somma corrispondente a circa 5mila euro, consistente nel rinnovo gratuito di un contratto assicurativo sulla propria casa. Accusati, oltre a lui, Luigi Severi ed Ermes Ruozzi (presidente ed amministratore delegato della Union Brokers).

Il terzo dirigente indagato, Alessandro Meggiato, responsabile del servizio mobilità del Comune (ora in Regione con lo stesso ruolo), è finito nei guai per il bando assegnato al consorzio Tea. E’ indagato anche lui per turbata libertà degli incanti.

Paola Cagliari, dirigente del servizio scuole e nidi dell’infanzia e allora presidente della commissione di gara, il presidente dell’istituzione scuole e nidi dell’infanzia Nando Rinaldi (che oggi è ritornato a ricoprire lo stesso ruolo), una funzionaria della Istituzione, Tiziana Tondelli, un membro della commissione di gara e un consulente esterno sono indagati per il terzo bando di gara relativo alla gestione dell’asilo nido “Maramotti”, affidata per un valore di 1,7 milioni alla cooperativa Panta Rei. Tutti e tre sono accusati di turbata libertà degli incanti.

Secondo le Fiamme gialle “gli indagati hanno artatamente proceduto all’esclusione del primo classificato, attraverso la predisposizione di motivazioni ad hoc, allo scopo di poter dichiarare anomala l’offerta economica presentata, così determinando l’aggiudicazione al secondo classificato (già gestore del servizio)”.

Infine nel mirino degli inquirenti è finito l’affidamento, nel 2017, del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale compromesse a seguito del verificarsi di incidenti stradali, del valore complessivo stimato di circa 950 mila euro, a fronte di una durata potenziale del contratto di 6 anni e mezzo. Scrive la Finanza: “In dettaglio, il procedimento amministrativo di scelta del contraente è stato alterato attraverso l’aggiudicazione dell’appalto ad un consorzio (già gestore del servizio) in cambio della definizione bonaria di una controversia per presunti crediti vantati nei confronti dell’Ente locale da una società consorziata. Parallelamente all’accordo transattivo illecito, si è registrata la manipolazione dei punteggi per far risultare, quale primo classificato nella graduatoria di gara, il menzionato consorzio, a danno degli altri candidati”.

Qui il bando è stato assegnato per tre anni (con possibilità di replica per altri tre) alla Autofficina Corradini srl i cui soci (i fratelli Lorenzo e Vincenzo Corradini) sono indagati assieme al funzionario dell’ufficio acquisti del Comune Ivana Ceccardi, a consulenti e a membri della commissione. Tutti e tre sono accusati di turbata libertà degli incanti.

Il sesto dirigente indagato è il responsabile dell’ufficio Controllo Lorenza Benedetti, accusata di omessa denuncia delle irregolarità relative ad uno di questi bandi di cui era venuta a conoscenza. E’ indagata per omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale.

Secondo le accuse sarebbero anche stati scritti verbali di sedute di gara che non si erano mai tenute. Come nel caso del bando pubblico per la nomina del direttore dell’Asp che si occupa di servizi a soggetti deboli. Sotto accusa qui anche il presidente dell’ente pubblico Raffaele Leoni e due membri della commissione giudicatrice. Leoni è indagato per falsità ideologica.

Montagnani, Benedetti e Rinaldi sono ancora in servizio, con i medesimi incarichi, nel secondo mandato del sindaco Vecchi. Archiviate le posizioni dell’ex vice sindaco Matteo Sassi e quella della Coopservice che aveva vinto con una propria spa l’appalto da 12 milioni per il global service dei servizi energetici comunali. Stralciate anche le posizioni di Silvia Signorelli, responsabile dell’unità organizzativa complessa acquisti, appalti e contratti e quella del dirigente Ermes Torreggiani.