Angeli e Demoni, la difesa di Anghinolfi: “Clima incompatibile”

I legali dell'imputata contestano tabelle formazione collegio giudici

REGGIO EMILIA – Il processo “Angeli e Demoni” sugli affidi di minori in val d’Enza deve ancora partire, ma gia’ iniziano le schermaglie legali. I difensori dell’imputata Federica Anghinolfi, gli avvocati Oliviero Mazza e Rossella Ognibene, denunciano infatti una serie di episodi che, a loro giudizio, denotano “un notevole pregiudizio negativo per gli imputati e, in particolare, per la nostra assistita”.

L’ultimo in ordine di tempo sarebbe la “proposta di variazione tabellare provvisoriamente esecutiva” (in pratica il documento che fissa i “criteri” in base ai quali si formano i collegi giudicanti) emanata dal presidente del tribunale di Reggio Cristina Beretti il 7 settembre scorso. Per Mazza e Ognibene, l’atto “e’ l’ennesima dimostrazione di come la grave situazione locale che si e’ creata intorno ai cosiddetti fatti di Bibbiano sia incompatibile con il sereno svolgimento del processo penale”.

Sulla base della mole di incarichi assegnati, i legali pronosticano infatti “la sostanziale superfluita’ dell’udienza preliminare e l’inevitabilita’ del rinvio a giudizio dibattimentale, in spregio alla presunzione d’innocenza degli imputati”. Altrettanto grave, proseguono “e’ il tentativo dichiarato di modificare le regole tabellari per individuare il collegio giudicante, in violazione del principio costituzionale che impone la precostituzione per legge del giudice”.

A “fronte di tali palesi violazioni delle regole basilari del processo penale – fanno sapere i legali di Anghinolfi – ci riserviamo di assumere tutte le iniziative previste dalla legge per garantire la celebrazione di un giusto processo a carico della nostra assistita che deve essere messa in condizione di potersi difendere nel merito, contestando radicalmente la fondatezza delle accuse”.