Via Paradisi, il Comitato anti-espropri incontra i consiglieri regionali

I residenti hanno illustrato loro le critiche legate alle modalità di attuazione del progetto 'Abitare solidale'. "Non si può essere parte attiva se il presupposto è l'esproprio"

REGGIO EMILIA – Il 3 agosto, sotto i portici di via Paradisi, il Comitato “Abitanti di via Paradisi” ha incontrato i Consiglieri regionali, invitati dal Comitato al fine di illustrare loro le perplessità e le critiche legate alle modalità di attuazione e programmazione del progetto “902-Abitare solidale”.
All’incontro erano presenti tre consiglieri di maggioranza, Roberta Mori, Stefania Bondavalli e Federico Amico, la consigliera regionale della Lega Maura Catellani, e due consiglieri comunali, Gianni Bertucci (M5s) e Claudio Bassi (Forza Italia).
“Per la prima volta – dicono dal Comitato – , sono state spese parole di ascolto e comprensione per i cittadini direttamente coinvolti dal progetto che rischiano di venire espropriati dalla loro casa di residenza per fare posto a nuove persone individuate dal Comune. Si è messa in luce l’esigenza di attivare una progettazione partecipata e i consiglieri regionali si sono impegnati ad approfondire e a conoscere i dettagli dell’operazione, al fine di fungere da facilitatori per l’attivazione di un processo di dialogo effettivo con la giunta comunale”.
Il comitato, da mesi, chiede all’Amministrazione Comunale la possibilità di “incontri pubblici e l’applicazione di un processo partecipativo al fine di impiegare i fondi per la riqualificazione in un modo che tenga conto delle esigenze di chi il quartiere lo abita, e tuteli le persone che sul quartiere hanno investito e investono in modo positivo. La ricchezza di un quartiere sono le persone che lo popolano ed è necessario tutelare i diritti di chi crede nel quartiere”.

Ad oggi l’amministrazione comunale concede solo incontri singoli a porte chiuse, che se da un lato possono garantire la privacy dei singoli, dall’altro “rendono impossibile un pubblico confronto, cosa auspicabile e doverosa quando ad essere investiti sono soldi pubblici per un progetto del quale vuole essere dichiarata una pubblica utilità.  L’incontro di ieri ha riportato all’opportunità che la via della partecipazione possa essere messa in campo, ed è quello che il comitato auspica”.
L’incontro spiega ancora il comitato, “si è svolto in un’atmosfera pacata e costruttiva. Abbiamo ribadito a più riprese che l’intenzione non è affatto quella di opporsi a un progetto di riqualificazione, ma che tale progetto si debba ripensare in termini inclusivi, in cui i cittadini che amano il quartiere e che vi risiedono possano essere parte attiva nel processo di riqualificazione.  Certo, non si può essere parte attiva se il presupposto è l’esproprio”.
Il comitato intende proporre nelle prossime settimane nuovi incontri auspicando che “l’amministrazione comunale cominci a muoversi nella stessa direzione”.