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Tangenziale di Fogliano, gli ambientalisti: “Grave danno ambientale, sospendete la procedura”

Le associazioni in una petizione al ministero dell'Ambiente: "Siano valutate tutte le soluzioni alternative, idonee alla salvaguardia e alla tutela della Zona Speciale di Conservazione"

REGGIO EMILIALe Associazioni ambientaliste della provincia di Reggio Emilia intendono rendere noto che nei giorni scorsi hanno inviato una petizione al Ministero Ambiente, alla Soprintendenza dell’Emilia Romagna, al Presidente della Regione Stefano Bonaccini, al Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni e al Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi in merito al progetto della tangenziale di Fogliano.

La Provincia nel mese di febbraio ha emesso un bando per la progettazione esecutiva della Tangenziale di Fogliano. La nuova strada in progetto dovrebbe rappresentare una viabilità alternativa all’attuale ex SS 463 e configurarsi come collegamento tra la tangenziale Sud Est di Reggio e la viabilità per Scandiano, alleggerendo e deviando, in gran parte, il traffico veicolare di attraversamento che grava sul centro abitato di Fogliano. Un’opera che, occorre dirlo, da tanti anni è attesa dalla popolazione, ma la cui definizione progettuale e di tracciato non ci appare condivisibile per le ragioni che di seguito vengono sviluppate.

Nel corso di tanti anni di gestazione, il tracciato di variante stradale è stato oggetto di vari e faticosi passaggi tra gli enti territoriali competenti; la Provincia e il Comune di Reggio ne hanno modificato profondamente la natura sino ad individuare un tracciato che, almeno nella versione del percorso c.d. “A”, prescelta dagli enti reggiani, per un ampio tratto, va ad impattare pesantemente aree delicatissime, sottoposte a vincolo paesaggistico. Si tratta degli areali di pertinenza dei torrenti Lodola e Rodano e soprattutto della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) dei Fontanili del torrente Ariolo: una ampia zona vocata alla ricarica delle risorgive di pianura, che verrebbe letteralmente attraversata dal progetto viario, tranciando in due un importante sito di interesse comunitario, tutelato dall’Unione europea e inserito nella rete Natura 2000 come bene pubblico di grande valore e utilità per la collettività intera.

Occorre ricordare, a tal proposito, che Natura 2000 è il sistema organizzato (Rete) di aree (siti e zone) destinato alla conservazione della biodiversità, presente nel territorio dell’Unione Europea, e vocato in particolare alla tutela degli habitat e delle specie animali e vegetali rare e minacciate.

In provincia di Reggio Emilia sono presenti complessivamente 23 di questi siti; essi rappresentano una importante rete dal punto di vista geografico e naturalistico che è indispensabile proteggere, perché favoriscono la conservazione e lo scambio di  specie animali  e  vegetali e tra questi vi è, appunto, il sito protetto IT4030021 – ZSC – Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo e Oasi di Marmirolo, di 189 ettari di estensione, al cui interno ricadono l’Area di riequilibrio ecologico Fontanile dell’Ariolo e l’Area di riequilibrio ecologico Oasi naturalistica di Marmirolo.

Il tracciato della strada fiancheggerebbe per lungo tratto l’asta del rio Lodola, mantenendosi ad una distanza da essa di poche decine di metri. L’asta del rio Lodola costituisce l’ambito di maggiore rilevanza ecologica ed ambientale dell’intero SIC-ZSC, essendo caratterizzato da un aggruppamento vegetazionale igrofilo a galleria che è riconosciuto per la sua pregevolezza come Habitat 92A0, in base alla classificazione di Rete Natura 2000. La realizzazione di un tracciato stradale di notevole ampiezza ed intenso traffico automobilistico a così breve distanza da un contesto ecologico di così grande rilevanza, determinerebbe una serie di effetti indotti che potrebbero pregiudicarne gravemente la conservazione. Effetto peraltro aggravato dalla previsione di un esteso e impattante parcheggio scambiatore.

A nostro parere la presenza di un nastro di asfalto di notevole superficie, con annesso parcheggio, determinerebbe, infatti la pesante modifica dell’equilibrio microclimatico della zona, peraltro aggravato dalla grande quantità di polveri sottili emesse dal traffico per non parlare della concreta possibilità, in fase di esercizio, di sversamenti di liquidi altamente inquinanti, proprio in prossimità di questo importante e delicato acquifero.

Inoltre, come è noto la città di Reggio Emilia, come tante altre realtà urbane padane, soffre della stagnazione degli inquinanti in svariati periodi dell’anno: in particolare nel periodo estivo questo dato è aggravato anche dal formarsi del cosiddetto ombrello termico, conseguente alla presenza di estese superfici intensamente urbanizzate e prive di sufficiente copertura vegetazionale. La realizzazione della strada comprometterebbe definitivamente un cuneo verde non antropizzato che interconnette le aree urbane e la campagna e che oggi svolge una importante funzione mitigatoria sia nelle ondate di calore che come elemento di positiva relazione ambientale tra la città e la campagna.

Da non dimenticare, poi, che il tracciato della strada ad alto traffico, insiste direttamente sul sedime dell’importante sito della antica pieve di Fogliano, dalla quale provengono reperti scultorei romanici di altissimo livello artistico conservati in importanti musei internazionali. La pieve di Fogliano fu demolita alla fine del XVIII secolo per far posto ad una nuova costruzione religiosa, più vicina all’abitato; l’area ove sorgeva la Pieve trova peraltro riscontro in numerosi documenti d’archivio.

I dettami religiosi del tempo contemplavano tutt’attorno alle Pievi un esteso campo funerario dal quale, in occasione delle periodiche arature, affiorano costantemente resti ossei, unitamente ad altro importante materiale che accompagnava le sepolture, segni di strutture murarie ed altro ancora. Tali reperti sono distribuiti sia in prossimità della zona ove si prevede di realizzare il grande parcheggio scambiatore antistante l’ex stazione ferroviaria di Fogliano, oltre che in più punti del tracciato viario.

La conseguenza diretta della realizzazione viaria sarebbe quello della irreversibile perdita di una grande opportunità scientifico-culturale per lo studio e la tutela di un importante bene che costituisce a pieno titolo un irrinunciabile patrimonio culturale.

È noto, inoltre, come il programma finanziario afferente la realizzazione del manufatto contempli i soli costi di predisposizione delle opere stradali, escludendo dal computo finanziario i rilevanti interventi di mitigazione che costituiscono invece una condizione imprescindibile e ineludibile di un’opera che dovrebbe attraversare territori ambientalmente rilevanti e per di più contigui ad aree residenziali che andrebbero tutelate e difese dagli impatti del traffico.

A questo proposito rileviamo con preoccupazione come l’appalto per il primo lotto pari a soli 10 milioni, di cui 5 milioni a carico della Regione e 5 milioni a carico del Comune di Reggio Emilia, sia in forte contrasto con la stima di un fabbisogno per l’intera opera che si attesterebbe intorno ai 13,6 milioni di euro. I 10 milioni stanziati risulterebbero, quindi, in grado di coprire i soli costi relativi alla realizzazione del nastro stradale, mentre per la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione non vi sarebbero i fondi!! La loro eventuale realizzazione verrebbe rimandata ad altro appalto, attualmente senza copertura economica.

Il progetto preliminare prevede che lungo il tracciato siano realizzate due rotatorie e un parcheggio scambiatore che lungi dall’apportare benefici, alleggerendo il traffico nei centri abitati di Fogliano e Due Maestà, così come previste potrebbero, invece, generare l’effetto contrario: in particolare la realizzazione di una grande rotatoria e di un ampio parcheggio a due passi dalla attuale via Campana potrebbe configurarsi come una futura connessione tra la nuova tangenziale e la vecchia statale, trasformando una strada residenziale di campagna in un importante asse viario di collegamento tra la bretella e l’abitato di Fogliano. Questa possibilità porterebbe traffico e inquinamento a ridosso della Scuole Elementare Tricolore e del grande quartiere residenziale attraversato dalla via stessa.

Il progetto della strada prevede anche la realizzazione di un’altra grande rotatoria in corrispondenza della sua intersezione con la strada provinciale diretta ad Arceto. Tale rotonda viene prevista ad una distanza eccessivamente ridotta rispetto al passaggio a livello della linea ferroviaria Reggio – Sassuolo e, inoltre, l’interspazio tra la stessa linea ferroviaria e la rotonda non appare lineare, ma in allineamento angolare: tali condizioni inficiano uno dei fondamentali requisiti delle rotatorie, ovvero che le manovre di immissione e di attraversamento per avvenire in sicurezza, richiedono l’esistenza di spazi liberi da ostacoli che possano invadere il campo visivo del conducente.

Ce n’è abbastanza per dire che la progettazione della strada non risponde quindi ai necessari criteri di sicurezza e funzionalità alle quali devono obbligatoriamente rispondere le opere pubbliche, configurando precise responsabilità’ civili e penali anche per quanto attiene lo spreco di denaro pubblico che verrebbe impegnato nella realizzazione di opere non rispondenti ai criteri di funzionalità, sicurezza ed economia, ai quali si devono obbligatoriamente attenere le opere pubbliche

Stando così le cose, appare quindi evidente che se si andasse alla realizzazione del solo nastro stradale, e si forzasse la mano per rilasciarne la funzionalità e il collaudo, si darebbe il via all’utilizzo di un’infrastruttura incompleta, fortemente impattante e insicura oltre che per le zone protette anche per quelle residenziali.
A questo punto ci troveremmo di fronte alla beffa di un asse viario realizzato in zone ambientalmente rilevanti, senza il necessario corredo di opere ambientali, ma soprattutto in assenza del quadro di azioni e progetti richiesti dalla normativa comunitaria; ci sia consentito dubitare fortemente della volontà di trovare, in un momento successivo alla realizzazione della strada, i fondi aggiuntivi necessari alle mitigazioni ambientali e alle necessarie modifiche strutturali.

Pertanto le scriventi Associazioni, ritenuto come sia assolutamente sbagliato e improvvido procedere alla definizione progettuale del tracciato A, così come ipotizzato nel bando, per la irreparabile e distruttiva compromissione di un sito ambientalmente protetto, nonché per gli evidenti rischi in cui si incorrerebbe, riguardanti: la congruità giuridica, la dubbia fattibilità tecnica, la previsione di dannose e incoerenti opere a servizio dell’asse stradale e soprattutto a fronte dell’evidente mancanza dei fondi necessari alla realizzazione di una opera rispettosa dei vincoli ambientali e territoriali esistenti, della normativa comunitaria e dei benefici ad essa connessi; considerata la presenza di tali complesse, sistematiche e reali problematiche, peraltro non considerate ed acquisite a livello di progettazione della strada, unitamente alla effettiva disponibilità di tracciati alternativi più sicuri ed aventi un costo attuativo assai minore,

MANIFESTANO
le condizioni per un effettivo e grave danno ambientale e per un certo e concreto spreco di denaro pubblico. Le effettive lacune progettuali dell’opera sostanziano la richiesta di sospensione dell’iter progettuale, per consentirne di verificare la reale congruità finanziaria, garantendo un corretto utilizzo di denaro pubblico;
conseguentemente

e

CHIEDONO
che sia sospesa la procedura in atto e che siano valutate tutte le soluzioni alternative, idonee alla salvaguardia e alla tutela della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) IT4030021 – ZSC – Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo e Oasi di Marmirolo.

Università Verde Reggio Emilia, Pro natura Emilia-Romagna, L.I.P.U., W.W.F Emilia Centrale, Legambiente Reggio Emilia – Tutela ambientale – ODV, Salviamo il paesaggio Emilia-Romagna, L.A.V Reggio Emilia, Amici della Terra, G.G.E.V. Reggio Emilia, L.A.C.