Piano post Covid da 16 milioni per gli ospedali

Otto milioni e mezzo andranno al Santa Maria Nuova e 7,5 milioni per la rete del pronto soccorso

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REGGIO EMILIA – Un piano da 16 milioni di euro per ridisegnare e ammodernare la sanita’ reggiana, in particolare i servizi di Pronto soccorso in tutta la provincia e i reparti di terapia intensiva e semi-intensiva dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. I progetti sono stati illustrati questa mattina dai vertici della Conferenza territoriale socio-sanitaria e dell’Ausl-Ircss di Reggio Emilia. Nel dettaglio: 7,5 milioni di euro sono destinati alla riorganizzazione della rete di emergenza-urgenza, con interventi nei sei ospedali del territorio per creare in ogni struttura punti di pre-triage e doppi accessi.

Anche gli impianti saranno rinnovati, soprattutto per il trattamento dell’aria. I principali ampliamenti sono previsti sul Pronto soccorso dell’Arcispedale (compreso il pediatrico) e su quello di Guastalla, entrambi deputati ai pazienti covid.
Altri 8,5 milioni di euro sono poi destinati al potenziamento dei reparti di semi-intensiva e intensiva al Santa Maria Nuova, con la riorganizzazione dei posti letto e la dotazione di nuove apparecchiature e impianti. L’obiettivo e’ “rendere fruibili i posti letto sia in regime ordinario che in regime di trattamento infettivologico per alta intensita’ di cura”.

Al termine degli interventi, saranno a disposizione 12 posti in terapia intensiva e 37 letti in semi-intensiva, di cui 19 convertibili, con un incremento complessivo previsto di 39 posti letto per far fronte a eventuali nuove epidemie e per “utilizzare una parte delle degenze per il pieno recupero delle attivita’ chirurgiche che, nei mesi del picco epidemico, e’ stato necessario sospendere”. A conti fatti, quindi, l’Ausl di Reggio Emilia avra’ a disposizione un totale di 32 posti letto di terapia intensiva (24 al Santa Maria Nuova, sei a Guastalla e due a Castelnovo) piu’ 37 posti di semi-intensiva (31 al Santa Maria Nuova e sei a Guastalla).

“Si tratta di interventi di estrema importanza – afferma il presidente della Provincia e della conferenza socio-sanitaria, Giorgio Zanni – i due filoni di investimento sono estremamente importanti per rimettere in sicurezza la rete provinciale dell’emergenza-urgenza e per potenziare i posti letto delle terapie intensive e semi-intensive. Al netto di voci e preoccupazioni, nessuno ha mai parlato e nemmeno pensato di chiudere i Pronto soccorso di Scandiano e Correggio, la cui attivita’ e’ stata semplicemente sospesa ai primi di marzo, nell’ambito della riorganizzazione che il nostro sistema sanitario ha dovuto inevitabilmente affrontare per fronteggiare e superare questa emergenza”.

La speranza, continua Zanni, e’ che “i lavori, per i quali e’ gia’ pronta la progettazione preliminare, possano partire il piu’ velocemente possibile. La sollecitazione che ci sentiamo di rivolgere al commissario straordinario e al Governo e’ che si individuino regole certe e chiare e si presti particolare attenzione per snellire quella parte di burocrazia che, troppo spesso, rallenta i tempi di realizzazione di interventi anche di estrema importanza come questi”. I fondi sono di provenienza ministeriale, ricorda l’Ausl, e sui tempi di realizzazione dei progetti sono attese indicazioni dal commissario Domenico Arcuri.

“L’Ausl di Reggio Emilia e’ stata chiamata, come tutte le aziende, a riorganizzarsi per fronteggiare possibili emergenze attraverso il potenziamento dei settori che l’esperienza recente ha mostrato essere piu’ coinvolti: le terapie intensive, semi-intensive e i Pronto soccorso”, spiega il direttore generale Cristina Marchesi. I progetti, aggiunge Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero provinciale, sono “finalizzati a renderli pienamente adeguati agli scenari che potrebbero presentarsi”.

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