Octopus, chiesto il rinvio a giudizio per 68 indagati

Nell'inchiesta compaiono volti noti dell’imprenditoria locale, del mondo sportivo e giornalisti che sarebbero coinvolti, a vario titolo, in un vasto giro di fatturazioni fasulle. Su otto di loro pende l’accusa di associazione a delinquere

REGGIO EMILIA – Il sostituto procuratore Valentina Salvi ha chiesto il rinvio a giudizio per 68 indagati nell’inchiesta Octopus, condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza. Ne dà notizia la Gazzetta di Reggio. Gli indagati inizialmente erano 72, ma hanno già patteggiato, nella fase delle indagini preliminari, quattro imputati.

Nell’inchiesta compaiono volti noti dell’imprenditoria locale, del mondo sportivo e giornalisti che sarebbero coinvolti, a vario titolo, in un vasto giro di fatturazioni fasulle. Su otto di loro pende l’accusa di associazione a delinquere. Sono il giornalista Marco Gibertini, Piersandro Pregliasco, Marco Castaldi, l’ex titolare della Reggiana gourmet Mirco Salsi, il figlio Gianluca Salsi, Gianluca Mussoni, Valerio Villani e Antonio Silipo.

Gli inquirenti li accusano di “delitti fiscali, in particolare emissione di fatture per operazioni inesistenti per ricavare ingenti profitti”, oltre a “riciclaggio” e “truffa ai danni dello Stato”. Tra i metodi usati ci sarebbe “la frode carosello all’Iva” attraverso società cartiere, in tutto una decina. Ed emerge che il sodalizio avrebbe fruito di un appoggio internazionale grazie a un gruppo criminale organizzato impegnato in attività in Italia, Irlanda, Svizzera, Estonia e Olanda.

In questa inchiesta sono cinque gli imputati di Aemilia coinvolti: oltre a Gibertini, Silipo e Mirco Salsi, Giuliano Debbi e Omar Costi. Gibertini, Castaldi e Pregliasco sono individuati come “promotori e organizzatori” del gruppo. Tra gli imprenditori indagati spuntano i nomi di Giovanni Montorsi, nato a Maranello, fondatore e presidente dell’Arag di Rubiera e di Mario Gaspari, uno dei fondatori dell’omonima azienda reggiana Gaspari viaggi: è accusato di aver evaso le imposte sui redditi avvalendosi di fatture e documenti per operazioni inesistenti. Stessa ipotesi formulata per Nunzio Dallari, ex presidente della Cna reggiana.

In ambito sportivo spuntano i nomi, invece, di Mauro Donelli, Massimo Tirabassi e Federico Pozzi. Donelli, come responsabile della Re Volley, in concorso con Cavalieri, presidente dell’associazione sportiva e con Gibertini, avrebbe permesso nel dicembre 2013 a una ditta di Bagnolo di evadere le imposte sui redditi emettendo una fattura per operazioni inesistenti. Tirabassi, come rappresentante legale della Reggiana volley, avrebbe permesso ad Albachiara srl (ex Reggiana gourmet srl) di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, emettendo fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. Indagato anche Pozzi, un tempo attivo nella pallavolo e che ora risulta irreperibile.

Gli indagati a fine novembre affronteranno l’udienza preliminare davanti al gup Luca Ramponi che dovrà decidere se rinviarli a giudizio o meno. Tuttavia, essendo un’inchiesta iniziata circa sei anni fa, a parte il capo d’accusa dell’associazione a delinquere, per gli altri c’è il rischio della prescrizione.